
Strage di Paderno Dugnano: il 17enne “Ho agito di impulso”
Nuovo interrogatorio al 17enne che ha ucciso il padre, la madre e il fratello. Il ragazzo: “Non ho riflettuto, perché se avessi riflettuto non lo avrei fatto“. Il legale: “È dispiaciuto non per sé, perché sa che dovrà affrontare una situazione carceraria, ma per le vite che non ci sono più, perché adesso lo capisce“. Il giovane ha spiegato parlando di una sorta di atto di “emancipazione“. Il nonno materno: “Non lo abbandoneremo mai”.
Nuovo interrogatorio per il ragazzo di 17 anni che, nella notte notte dello scorso fine settimana, ha ucciso il padre Fabio, la madre Daniela e il fratellino Lorenzo nella villetta di famiglia a Paderno Dugnano.
“Io non ho riflettuto, perché se avessi riflettuto non lo avrei fatto. Ho agito di impulso. Quando avevo il coltello in mano ho iniziato, e da lì ho deciso di non fermarmi perché pensavo che sarebbe stato peggio. Non ricordo quante coltellate ho dato a mio fratello, erano tante“. Sono queste le parole dette dal 17enne al suo avvocato Amedeo Rizza, che questa mattina lo ha incontrato al carcere minorile Beccaria di Milano.

Spiega il legale, riferendosi al ragazzo: “Lui è dispiaciuto non per sé, perché sa che dovrà affrontare una situazione carceraria, ma per le vite che non ci sono più, perché adesso lo capisce“.
Le ferite ritrovate sui corpi delle vittime sono 68. Il legale: “Sono tante, sì. Anche quello potrebbe rappresentare il fatto che non era in sé. Dipende da come si legge la questione“.
Il 17enne, intanto, ha chiesto nuovamente di poter incontrare i parenti: “Ha chiesto dei familiari, che in questo momento sono i nonni, la zia, e di quando potrà avere un colloquio con loro. Dopo la decisione di convalida di domani, potrà“, ha chiarito il suo legale. E il nonno materno ha fatto sapere: “Non lo abbandoneremo mai, gli staremo sempre vicino“.
La difesa contesta la teoria della premeditazione: “Quel disagio lo covavo da tempo con pensieri di morte, ma non pensavo di uccidere la mia famiglia, questa cosa l’ho pensata quella sera“, avrebbe detto il 17enne ai Pm. Ma la Procura mantiene comunque l’aggravante della premeditazione nella richiesta di convalida dell’arresto e di custodia cautelare. Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe calcolato orari e spostamenti nell’abitazione, dopo la festa in casa per il compleanno del padre, per poi uccidere la famiglia.

Secondo le ricostruzioni, intorno all’1.30 della notte tra sabato e domenica scorsi Fabio, in seguito ad alcuni rumori, è entrato nella camera da letto dei figli, trovando per terra il corpo di sua moglie Daniela, e del figlio 12enne Lorenzo steso su letto. Si è poi girato verso l’altro figlio per dirgli di chiamare un’ambulanza, e viene accoltellato a sua volta. È a quel punto che si gira verso il figlio Riccardo, 17 anni e gli dice di chiamare i soccorsi. Lui però non lascia il coltello che ha in mano: “L’ho visto piegarsi verso il corpo della mamma e l’ho accoltellato alle spalle” confesserà poi il 17enne, “soprattutto nella zona del collo, perché non volevo che soffrissero”.
Mentre scriviamo i carabinieri sono tornati nella villetta. Una normale operazione di indagine, necessaria a reperire ogni indizio utile alla ricostruzione del delitto. Davanti al cancello del comprensorio di villette molti hanno depositato mazzi di fiori in segno di vicinanza alla famiglia delle vittime.
Il ragazzo tornerà a parlare giovedì prossimo nell’interrogatorio di convalida, davanti al gip per i minorenni di Milano, Laura Margherita Pietrasanta, mentre in queste ore vengono fissate le autopsie.
