
Salvini e Di Maio fanno la pace. Il prezzo della loro serenità è un rimpasto di Governo
Zingaretti continua ad incalzare il Governo giallo-verde con il Russiagate per arrivare ad elezioni anticipate. Dal Quirinale Sergio Mattarella intanto osserva la situazione politica dell'Italia
Ieri a un passo dalla crisi e oggi, i vicepremier Salvini e Di Maio, nuovamente abbassano i toni. Le posizioni dei due leader politici si riavvicinano, ma si intuisce dalle loro parole che il prezzo da pagare per questo è attraverso un rimpasto di Governo. Di Maio in mattinata sull’argomento afferma:« Escludo possa esserci una crisi, perché purtroppo queste sono dinamiche di un Governo di due forze politiche ben diverse tra loro – poi Di Maio aggiunge – l’unica cosa che dico è che tra due persone mature è meglio vedersi che parlarsi a mezzo stampa». Quindi Di Maio fa una promessa, dicendo che al Consiglio dei Ministri sarà presente e al tavolo delle Autonomie, cercando di trovare una soluzione per gli italiani, senza penalizzare però nessuna regione. Il Leader leghista dal canto suo non si lascia intenerire del tutto dalle dichiarazioni rilasciate dal collega pentastellato, e fa alcune precisazioni, additando i nomi dei ministri Toninelli e Trenta:« Non ho mai avuto problemi personali con Di Maio – Salvini aggiunge – comunque vadano le cose Di Maio lo rispetto e lo rispetterò – quindi Salvini chiarisce – però qualcuno del M5S è inadeguato. E’ al posto sbagliato nel momento sbagliato – e il capo della Lega riferendosi al ministro Toninelli, affonda – uno che fa il ministro dell’Infrastruttura, le infrastrutture dovrebbe sbloccarle e non bloccarle. Ma non è l’unico». Salvini continua ad essere critico anche nei confronti del ministro della Difesa Trenta, per l’impiego della Marina nelle operazioni di salvataggio dei migranti nei giorni scorsi.
Oggi a Palazzo Chigi, Salvini come aveva lui stesso annunciato, non era presente al CdM che si è svolto, né al vertice sulle Autonomie differenziate, perché il venerdì è giornata che il vicepremier dedica a suo figlio. Ma sulle voci di un imminente ‘rimpasto’ che circolavano stamani nei corridoi della politica, Matteo Salvini ha fatto sapere comunque:« Il Governo è al lavoro per i progetti e le cose da fare, non sulle poltrone». E’ una situazione altalenante quella che si vive all’interno della maggioranza in questi ultimi giorni, che non fa bene agli italiani e allo spread perché intanto è tornato a salire. Inutile dire che il Governo giallo-verde da quando è nato, soffra di continue fibrillazioni. Questo sembra un fatto fisiologico. E se la crisi di governo che si annuncia da sempre, non è destinata per ora ad esserci, Nicola Zingaretti non crede alla tesi che espongono i due leader, e grida contro al sicuro rimpasto che sarebbe secondo lui in atto proprio in queste ore tra M5S e Lega, per salvare ancora il salvabile. « Oggi c’è una nuova giravolta di Salvini e Di Maio – ha affermato il segretario del Pd – non vorrei che ci trovassimo di fronte ad inciuci e accordicchi o ad un rimpasto che non affronta i problemi dell’Italia, ma risolve solo i problemi di questi due partiti interessati solamente alle poltrone».
Zingaretti convinto di essere già in fase di campagna pre-elettorale. Ma un Governo eletto dagli italiani, il primo dopo anni di non elezioni, oggi è ancora in vita. Lui è certo che debba continuare a fare pressing, giocando sulla vicenda Russiagate, perché questo giovi a far cadere Salvini e Di Maio. Il Pd smentisce ogni possibile alleanza con il M5S in caso di crisi di Governo e di nuove elezioni. Ed anche Di Maio sembra essere stato chiaro sul discorso:« Il M5S, mai con il Pd di Bibbiano», affermazione per la quale contro Di Maio starebbe partendo una querela da via delle Botteghe Oscure. Anche FI e FdI a ben vedere, criticano questo Governo. E lo si sa perché non lo hanno mai vista di buon occhio la scelta di sposare Di Maio che fece Salvini un anno. La situazione politica attuale è ben chiara: non c’è nessuna chiarezza!
Le luci allora sono puntate al Quirinale dove il Capo dello Stato osserva la situazione politica, pronto ad intervenire per applicare la Costituzione, nel caso mai arrivasse un segnale proprio dal mondo politico, segnale che al momento non sembra arrivare. La prima mossa di Sergio Mattarella sarebbe quella di aprire a delle consultazioni, se per malaugurata sorte quel segnale giungesse al Quirinale. Garantire quindi la stabilità del Paese. Questo il pensiero che avrebbe il Presidente della Repubblica, dopo avere sciolto le Camere e fissato la data di nuove elezioni, scongiurando il peggio. Per l’autunno all’Italia serve un Governo stabile per affrontare la legge di bilancio. Riusciranno mai gli italiani ad avere realizzato questo sogno?
