Guerra aperta fra le toghe “rosse” e Giorgia Meloni sul decreto contro le ONG

Guerra aperta fra le toghe “rosse” e Giorgia Meloni sul decreto contro le ONG

Sfida aperta fra il giudici "rossi" e il governo Meloni sulla lotta all'immigrazione clandestina

Ormai non ci sono più dubbi. Il partito dei magistrati ha dichiarato guerra al governo presieduto da Giorgia Meloni, e il tema chiave scelto dai togati “rossi” è l’immigrazione clandestina e la sfida che Meloni ha lanciato alle ONG che nel pieno della illegalità continuano a trasportare africani dentro le stive loro navi. Proprio ieri, i giudici dell’ANM di Bologna si sono riuniti per decidere cosa fare alla luce del nuovo invio della nave “Libra” che trasporta 70 migranti verso l’Albania. Marco Gatuuso, grande tifoso delle ONG e animatore della comunità LGBT, con la sua sentenza e con l’invio degli atti alla Corte di Giustizia Europea, ha di fatto aperto la sfida della corrente “rossa” al governo , dopo il copione visto al tribunale di Roma, e che porta la firma della fan più accanita di questo fenomeno ormai turpe, il giudice Silvia Albano presidente della sezione immigrati,mettendo in discussione i principi cardini del diritto, in base ai quali la magistratura non ha giurisdizione sulla materia dell’immigrazione,essendo questa devoluta al governo per legge. La magistratura interviene solo in presenza di reati connessi all’immigrazione irregolare o nel caso di violazione dei diritti umani, casi questi fuori dal decreto del governo. Questo conflitto frsa poteri dello stato, potrebbe risolverlo in primis chi orasintrova ad assolvere la più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua doppia funzione di arbitro fra i poteri dello Stato e di capo del CSM. Purtroppo, ad oggi non ci pare che l’atteggiamento per così dire “neutrale” del capo dello Stato sia foriero di benefici, e per questo gradiremmo un intervento più incisivo e coraggioso da parte sua, per rchiamare all’ordine rappresentnati della magistraura, ormai in preda a un disturbo di onnipotenza e di infallibilità. Se si seguisse il ragionamento fatto da questi magistrati, l’Italia sarebbe obbligata a ospitare tutti gli immigrati che dichiarrano di provenire da paesi non “sicuri”, e questo porterebbe ad un’invasione del paese mai vista. A qualunque persona di buon senso appare subito evidente e netto, che questo teorema non può reggere e che ogni Stato ha il diritto di regolare gli ingressi e di stabilire chi può e chi non può entrare nel paese. Adesso attendiano il secondo round con l’augurio che l’azione intrapresa dal governo Meloni diventi anche punto di riferimento per tutti gli altri Stati d’Europa che vogliono contrastare questo abietto e scandaloso fenomeno dell’immifrazione selvaggia e senza regole.

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