
Referendum: sondaggio prevede una percentuale del 40% di votanti
I punti del referendum dell’8 e 9 giugno. Un sondaggio prevede un’affluenza del 40%. Spaini: “Segno che questo referendum è percepito in chiave anti sistema“.
Domenica e lunedì 8 e 9 giugno si voterà per i 5 punti del referendum abrogativo in materia di cittadinanza e lavoro. I vari punti, promossi da movimenti civici e dalla CGIL, hanno lo scopo di modificare norme importanti in materia di licenziamenti, sicurezza sul lavoro, contratti a termine e i tempi per ottenere la cittadinanza italiana.

I cinque punti:
1-Licenziamenti ingiusti, con il ripristino del diritto al reintegro nel posto di lavoro per chi viene licenziato senza giusta causa. Diritto eliminato dal Jobs Act del 2015.
2-Risarcimento equo, con l’eliminazione del tetto massimo di indennizzo per licenziamenti ingiusti nelle piccole aziende.
3-Limite allo sfruttamento dei contratti a termine, per ridurre la precarietà sul lavoro.
4-Sicurezza sul lavoro, con l’abolizione della norma che limita la responsabilità delle aziende in caso di incidenti sul lavoro avvenuti tramite appalti o subappalti.
5-Riduzione da 10 a 5 anni del periodo minimo di residenza legale per poter richiedere la cittadinanza italiana.
La corte costituzionale ha dichiarato ammissibili tutti e 5 i quesiti. I quattro del lavoro, con 4 milioni di firme. Quello della cittadinanza, con 637mila firme.
Nel frattempo un sondaggio a tema “Il referendum dell’8 e 9 giugno” rivela che la percentuale di votanti che ha intenzione di partecipare è in costante crescita, permettendo di prevedere un’affluenza del 40% alle urne.
Come spiega Giacomo Spaini, presidente di Ceo e Izi, “è interessante che una quota non trascurabile di elettori che non hanno votato alle ultime elezioni andrà alle urne. Segno che questo referendum è percepito in ciave anti sistema“.
