
Viterbo: convalidato arresto dei due cittadini turchi. Armi nella loro stanza d’albergo
Convalidato l’arresto di Abdullah Atik e Baris Kaya. Trovate armi nella stanza di albergo dove alloggiavano. Identificati altri cinque cittadini turchi. Sarebbero collegato a un’organizzazione criminale che tentava di espandersi nel Lazio con traffico di droga e armi.
Convalidato questa mattina l’arresto dei cittadini turchi Baris Kaya e Abdullah Atik, ora detenuti nel carcere di Viterbo. Davanti al Gip Savina Poli i due hanno ripetuto la stessa linea di comportamento adottata durante il precedente interrogatorio con il Pubblico ministero: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Kaya e Atik alloggiavano in un Bed and Breakfast nei pressi del santuario di Santa rosa, in una stanza dove gli inquirenti hanno poi trovato una mitragliatrice d’assalto modello Tokarev e una Browning calibro 9, probabilmente destinate al mercato nero a sostegno del traffico di droga e armi.

Celebrazioni di Santa rosa
Tra l’altro, nel corso della giornata di ieri, gli inquirenti hanno identificato altri cinque cittadini turchi, anch’essi alloggiati in una struttura alberghiera e che utilizzavano lo stesso documento di Kaya e Atik e usato anche da un altro turco, già ricercato a livello internazionale e pregiudicato, arrestato il 26 agosto scorso in un’altra struttura nel centro di Viterbo.
Già negli ultimi mesi il gestore di una struttura alberghiera a Vitorchiano aveva segnalato alle Forze dell’ordine alcune irregolarità tra i documenti, le foto e le registrazioni di alcuni ospiti turchi, che però erano riusciti subito a far perdere le tracce.

Baris Boyun
Vista la situazione, il materiale, gli indizi e una precedente partecipazione di Atik e Kaya alla festa di Santa rosa (evento importante e molto frequentato), l’ipotesi degli investigatori è che si tratti di un’organizzazione internazionale dedita al traffico di armi e droga, che sfrutta le strutture alberghiere come basi logistiche.
Il sospetto che tale organizzazione fosse attiva nel viterbese era già venuta lo scorso anno, quando nella frazione di Bagnaia venne arrestato il presunto boss Baris Boyun, che sarebbe collegato alla stessa banda dei turchi fermati in questi giorni e che ha tentato di espandersi nella Tuscia e nel Lazio.
