Rio De Janeiro, più di 130 morti e 81 arresti nella guerriglia nelle favelas
Una guerriglia che ha visto 2.500 agenti, accolti con uno sbarramento di fuoco da parte del Comando Vermelho, 81 arresti e oltre 130 morti
2.500 agenti mobilitati, 200 colpi al minuto sparati nell’arco di una intera giornata, 81 arresti, 72 fucili sequestrati ma soprattutto oltre 130 morti (ma il bilancio è destinato ad aumentare), di cui 4 tra le forze dell’ordine e diversi feriti tra i passanti. E’ questo il bilancio della giornata più violenta che Rio de Janeiro abbia vissuto negli ultimi anni. Tutto è cominciato con una vasta operazione della polizia contro i narcotrafficanti del Comando Vermelho, la più potente organizzazione criminale della città, attiva nelle favelas dei complessi di Alemão e Penha, nella zona nord.
Secondo fonti ufficiali, l’operazione ha portato all’arresto di almeno 81 persone, ma anche a pesanti perdite tra le forze dell’ordine, che sarebbero state oggetto di un contrattacco senza precedenti da parte dei gruppi armati.
In risposta alla polizia, i criminali hanno scatenato il caos per le strade di Rio, organizzando rappresaglie e blocchi stradali improvvisati in diversi punti della città, dal nord al centro storico. Numerosi autobus sono stati incendiati e usati come barricate per impedire la circolazione, mentre in alcune aree i negozianti sono stati costretti a chiudere le saracinesche su ordine dei narcotrafficanti.
Una vera e propria guerriglia portata avanti dalle migliaia di affiliati al gruppo che controllano la gran parte delle favelas dalla zona nord, al centro e fino alla turistica zona sud. In alcune aree i criminali hanno imposto ai negozianti di abbassare le saracinesche e sospendere le attività
Il sindaco Eduardo Paes ha lanciato un appello alla calma e condannato duramente le violenze: “Rio non può e non sarà ostaggio di criminali che vogliono seminare la paura per le strade”, ha dichiarato in conferenza stampa.
Le forze di sicurezza restano in massima allerta. Cresce la preoccupazione per nuove azioni di rappresaglia nelle prossime ore. Gli abitanti delle zone più colpite sono stati invitati a non uscire.
