Beatrice Venezi, dopo la protesta a Venezia, verso Trieste?

Beatrice Venezi, dopo la protesta a Venezia, verso Trieste?

Dopo le manifestazioni contro la nomina a direttrice musicale di Beatrice Venezi, circola la voce di un trasferimento. Ma Colabianchi e il Ministero della Cultura smentiscono.

Non si placa la polemica su Beatrice Venezi: dopo la manifestazione di lunedì a Venezia, organizzata dalle Rsu delle maestranze del teatro supportato anche dalle orchestre della Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino, il Comunale di Bologna, l’Arena di Verona e il Verdi di Trieste per protestare contro le modalità di nomina della direttrice de La Fenice, spunta l’ipotesi di un possibile trasferimento, insieme al Sovrintendente Nicola Colabianchi, al Teatro Verdi di Trieste.

L’indiscrezione però è già stata smentita dal Sovrintendente stesso. «Notizie del tutto prive di fondamento» ha affermato. La conferma arriva anche  dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che ha escluso la possibilità di un trasferimento, spiegando che la direttrice e il sovrintendente sono già  assegnati a un determinato ente.

Trieste cerca da mesi un nuovo sovrintendente, e l’ipotesi di un trasferimento appare tutt’altro che casuale.

«Venezi è già venuta più volte a dirigere da noi e ci siamo trovati bene – spiega Mario Leotta della Fials Cisal del Verdi – Da mesi attendiamo la nomina di un nuovo sovrintendente, siamo senza guida da maggio, ma La Fenice è un altro pianeta, ha un livello altissimo e ha avuto direttori del calibro di Chung Myung-whun. Le maestranze veneziane non hanno ancora avuto modo di conoscerla come invece è accaduto da noi».

Nel frattempo, le maestranze de La Fenice hanno scritto una lettera al presidente uscente del Veneto Luca Zaia, chiedendo di avviare con urgenza un confronto costruttivo sulla situazione.
La Rsu ribadisce la disponibilità al dialogo e sollecita «un clima di trasparenza, serenità e rispetto reciproco», ricordando che «La Fenice è un patrimonio della città, della Regione e dell’intero Paese, ogni decisione sulla direzione artistica, sottolineano, «deve essere orientata alla tutela del suo valore culturale e alla valorizzazione delle professionalità interne».

Sul fronte sindacale si registra invece la presa di posizione dell’UGL, che contesta la protesta di lunedì:«esprimiamo solidarietà umana e professionale nei confronti di Beatrice Venezi – dichiara il segretario Paolo Capone – Nessun artista deve essere messo alla gogna per il proprio ruolo o per le proprie scelte artistiche. La militanza contro una persona non è mai uno strumento legittimo di confronto culturale anzi il merito, la professionalità e la libertà creativa non possono essere compressi da pregiudizi o logiche punitive».».

Immediata la reazione delle  maestranze veneziane, che tengono a precisare di  non aver mai attaccato la persona di Beatrice Venezi, ma il metodo di nomina e il profilo professionale richiesto per un teatro di tale prestigio.

Un nodo che, a oggi, resta al centro di un confronto che per adesso rimane irrisolto.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)