
Decreto Valditara rinviato, esplode lo scontro per le parole della deputata Cherchi
La maggioranza risponde alle polemiche della pentastellata per il parallelo con i femminicidi, mentre opposizione e governo trovano un’intesa sull’emendamento che chiarisce il principio del consenso libero e attuale nei casi di violenza sessuale.
Il decreto Valditara sul “consenso affettivo” slitta a data da destinarsi e forse non tornerà in aula prima della fine di dicembre. Nel frattempo, però, a dominare il dibattito politico non è il il rinvio della riforma, ma le nuove polemiche scoppiate in Parlamento.
Dopo le tensioni dei giorni scorsi tra il ministro dell’Istruzione e le opposizioni, al centro dello scontro finisce la deputata del Movimento 5 Stelle Susanna Cherchi, che intervenendo in Aula, ha invitato i colleghi ad avere “un po’ di carità cristiana, il ministro Valditara, non sa quello che dice e che sarebbe consapevole di non essere all’altezza”. Un’affermazione che, secondo Cherchi, renderebbe “paradossalmente anche più violenti”.
L’affermazione ha provocato la protesta della maggioranza, soprattutto per l’accostamento successivo alle dinamiche dei femminicidi: “Le donne che vengono uccise dai mariti perché i mariti sanno di non essere all’altezza”. Di tutta risposta, il presidente di turno dell’Assemblea, Sergio Costa, anche lui M5S, è intervenuto censurando le parole della collega, definendole “inopportune”, e togliendole la parola. Pochi minuti dopo la deputata Cherchi ha chiesto scusa, ma ciò non ha impedito la reazione dei partiti di governo.
In un clima di tensione, maggioranza e opposizione hanno però trovato un accordo su un punto fondamentale: l’approvazione di un emendamento che modifica l’articolo 609 bis del codice penale, introducendo il principio del consenso libero e attuale nei casi di violenza sessuale.
L’approvazione è stata accolta positivamente: la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha celebrato il risultato sui social, pubblicando una foto che la ritrae sorridente accanto alla premier Giorgia Meloni e scrivendo: “Senza consenso è sempre violenza. Solo sì è sì. Finalmente si chiarisce che ogni atto sessuale senza il consenso è stupro”.
Soddisfazione anche da Forza Italia, con Pietro Pittalis, membro della commissione Giustizia, che ha sottolineato che si tratta di “uno strumento importante per contrastare gli abusi sessuali e proteggere le donne”, frutto di un accordo significativo nonostante “visioni diverse”.
Il ministro, non ritiene chiusa la questione in merito al Decreto Valditara ed ha invitato tutti “ad evitare di alzare lo scontro”, definendo le affermazioni a lui rivolte“insulti infamanti” e “assolutamente gravi”. Secondo il ministro, accusare il disegno di legge di indebolire la lotta ai femminicidi è “inaccettabile alla luce di tutto quello che stiamo facendo e che non è mai stato fatto prima”.
