Contributo particolare alla Legge 33/23

Contributo particolare alla Legge 33/23

Del Segretario nazionale UGL Pensionati: Francesco Martire, con connotazione di “Avanzata istanza” in materia di invecchiamento attivo:

Stiamo vivendo nella bolla di un gigantesco “Errore di massa”. Potenti e umili, nessuno escluso.

E’ il titolo di un POST da me caricato sul social FB in Agosto 25, con cui mi sono preso la responsabilità comunicativa di questo per certi versi, inquietante messaggio, ma del quale su FB non ho dato spiegazioni. Mi sono limitato all’enunciato. L’affermazione parte da una constatazione oggettiva, che ci riguarda tutti ed in modo particolare gli anziani e quindi i pensionati. Cosa volevo dire? Approfitto di questa qualificata testata per chiarire il mio pensiero, per quel che vale! Ovviamente. Noi conduciamo delle battaglie per avere migliori cure per la nostra salute, come è giusto che sia, ma siamo sicuri che sia bastevole? Va sicuramente bene per la cura nel quotidiano, attraverso il sistema sanitario. Ma siamo certi che questo modello non abbia bisogno di una rilettura politico culturale nuova? Io credo che i tempi siano maturi! A quale errore di massa mi riferisco?  qui lo spiego con la massima umiltà, data la delicatezza dell’argomento.  Vale a dire: se il dato statistico 2022 ISTAT ci dice che la spesa economica per l’intero comparto di “ricerca e sviluppo scientifico” è per l’Italia di 27,3 Miliardi, corrispondente all’ 1,3% dell’intero, PIL nazionale. E complessivamente per la ricerca e lo sviluppo di tutta l’unione europea è di 352 Miliardi. Altrettanto va chiarito e specificato che questo impegno di risorse è destinato a tutte indistintamente: le discipline scientifiche comprese le tecnologie più varie, di Ricerca e Sviluppo.

Eccoci all’errore!  Che stiamo vivendo. Ovvero se la spesa prevista per il comparto sanità Italiana per il 2026 è di 136 miliardi, messi a disposizione dall’attuale governo per curare e assistere con il SSN, le persone, fin quì tutto bene!  Ma sorge spontanea una riflessione.  Cosa è meglio secondo voi… solo curare le patologie o eliminarle acché l’umanità si liberi per sempre da questi flagelli?! La risposta è facile e scontata concettualmente, ma è a questo punto che l’errore di massa si rende evidente. Mi spiego meglio: se noi destinassimo una percentuale, delle risorse impiegate per la ricerca e lo sviluppo tecnico scientifico in generale e detta percentuale, la investissimo esclusivamente nello studio della Biologia cellulare, e volendo semplificare il messaggio: “all’elisir di lunga vita”. Faremmo poi così male? Con il fine di rallentare o ancora meglio, fermare i processi degenerativi degli organi interni, esplorando i meccanismi che impediscono alle cellule di replicarsi e quindi rigenerarsi in età senile, ne varrebbe la pena!

Sì o no? Va da sé che Un tale obbiettivo/progetto, di programma su larga scala, presupporrebbe il coinvolgimento dei migliori cervelli della ricerca biologica in circolazione e non solo. Dirò di più, perché non coinvolgere i migliori enigmisti del pianeta? Qualcuno potrebbe obbiettare: perché non si fa già adesso? Perché i fondi sono scarsi! Prendiamo il caso dell’Italia, va sottolineato che: i 23,7 miliardi che l’Italia mette a disposizione, vengono spalmati come già detto, su tutta la filiera della ricerca e non in modo specifico sulla ricerca della longevità (Long Age) attraverso lo studio approfondito della cellula e dei “mitocondri”, e/o dei processi ossidativi (radicali liberi) che ne causano il decadimento! Altro dato evidente è che se si va alla ricerca del dato statistico sulla cifra stanziata per questo particolare settore (Studio della cellula), non risultano dati statistici e cifre di riferimento esatti e specifici, proprio per la spiccata irrilevanza quantitativa dei soldi impiegati. Si può arguire che all’incirca ci si aggiri su uno 0,02%. Ben misera cosa! Care amiche, cari amici, pensiamo per un attimo cosa potrebbe determinare in positivo, destinare il 10%, dei 352,7 dell’UE e altrettanto del 23,7% dell’Italia a sostegno dello studio specifico della rigenerazione cellulare. (Va da sé che si dovrebbero adottare delle salvaguardie per i settori da cui si distrarrebbero le risorse). Risulta intuitivo, che sarebbe un formidabile incentivo per i ricercatori a spremersi le meningi alla ricerca della formula vincente! Che magari è lì dietro l’angolo, Come la chiave sotto lo zerbino! O l’amore oltre la porta accanto! Su cosa si basa questa ipotesi di successo?

Su un semplice calcolo delle probabilità, cioè: “Più uomini e donne, più risorse economiche ed incentivi straordinari, più laboratori e strumenti di indagine che lavorino allo stesso oggetto di ricerca, tanto più aumenterebbero le probabilità di successo per l’obbiettivo da raggiungere”.  Quante scoperte sono state fatte con l’aiuto anche del caso! Ma il fattore x va aiutato. Vedete amici…non vorrei dirlo ma ci sono personaggi che se pur dotati di particolare creatività e inventiva, se non motivati da incentivi economici, non si impegnano!!E non si può sperare semplicemente nella sete di conoscenza che pure alberga nella natura umana. Bisogna puntare in alto sospingere attraverso noi Sindacato UGL Pensionati: la Politica verso orizzonti nuovi, obbiettivi ambiziosi, certo! Propongo a tal proposito di inserire nella nostra piattaforma rivendicativa 2025/26 questo punto come sopra argomentato, con le locuzioni: Progetto “Long life” (Lunga vita), ed anche Progetto: “No more Pathology” (Non più malattie), richiamando l’attenzione sui troppo scarsi stanziamenti, i numeri lo dimostrano. Siamo troppo velleitari o troppo avanti con le idee!? a voler combattere o mitigare gli effetti dell’invecchiamento fisiologico!? Io dico: Ne’ velleitari né vanagloriosi, se fatto con mezzi leciti. E se siete d’accordo, ne faremo un cavallo di battaglia nell’immediato futuro. La storia ci insegna che da secoli alchimisti e scienziati:

(Sangermano, Cagliostro, Nostradamus, Paracelso, Rol etc.), hanno ambìto al raggiungimento di questo traguardo, fin quì inutilmente; ma quello che è stato è stato, erano altre epoche e sussistevano minori condizioni e sistemi d’indagine. Oggi le capacità tecnologiche a disposizione della ricerca, sono esponenzialmente maggiori. Andiamo avanti, avanti! spingiamoci oltre, superiamo la vacuità del fatalismo e dell’ovvio ancestrale. Imponiamoci come i nuovi visionari propugnatori e pionieri di questi progetti medico-scientifici d’avanguardia, lottiamo ad oltranza facendone un obbiettivo programmatico, inserendolo nella nostra agenda dei lavori. Dobbiamo insomma chiedere al Governo di dare ai progetti di cui sopra la più assoluta priorità. Poiché il tempo stringe e questo è un tratto forte della proposta, cioè, che il tempo fugge ma non solo per noi, bensì anche, per chi siede ai tavoli delle decisioni!!!

Francesco martire

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