
Abruzzo: bambini tolti ai genitori del bosco. Si studia il ricongiungimento
I bambini portati via dalla famiglia dei boschi abruzzesi sono stati sottoposti a un ciclo di vaccinazioni e visite pediatriche. La madre continua ad assisterli nella struttura dove sono stati trasferiti. Nordio: “Strappare un bambino dalla famiglia è un atto estremamente doloroso“. Salvini disposto a parlare con il giudice del tribunale dei minori.
I bambini che vivevano nei boschi dell’Abruzzo, a Palmoli, allontanati dai genitori giovedì scorso dal tribunale dei minori di L’Aquila, sono stati sottoposti a un ciclo completo vaccinazioni, visite pediatriche e colloqui psicologici e trasferiti in una casa protetta, dove la madre li assiste secondo le istruzioni della Magistratura.

Il provvedimento giudiziario è iniziato un anno fa, dopo il ricovero dei bambini in seguito a un’intossicazione causata da funghi e un controllo dei carabinieri nella casa dove la famiglia vive in mezzo ai boschi. In seguito a quell’episodio la magistratura ha ritenuto necessaria la sospensione della potestà genitoriale.
Secondo l’avvocato Giovanni Angelucci, legale della famiglia, i tre bambini sono “Evidentemente scossi, ma vivono la situazione in maniera forte e positiva, perché sanno che sono le giusto e sono coscienti di questo, poiché i genitori li hanno sempre messi al corrente di tutto“.

Matteo Salvini
Per Carlo Nordio, ministro della Giustizia, “Strappare un bambino dalla famiglia è un atto estremamente doloroso, quindi bisognerà approfondire. Bisogna fare accertamenti profondi, in questo momento è prematuro fare qualsiasi considerazione procedurale“.
Dello stesso parere anche Matteo Salvini, che sottolinea “Un sequestro di tre bambini portati via da una mamma e da un papà in maniera indegna, preoccupante, pericolosa e vergognosa. Sono impegnato ad andare fino in fondo e se serve anche a parlare con il giudice del tribunale dei minori“.

Giorgia Meloni
Il caso intanto è arrivato al Governo, con Nordio e Giorgia Meloni che ne hanno discusso. La premier italiana, in particolare preoccupata dalla vicenda, in accordo con il Guardasigilli starebbe valutando l’invio di ispettori del Ministero della Giustizia per verificare la gestione del procedimento.
