
Iran: Crosetto “Nessuna missione a Hormuz senza una tregua”
Per Crosetto non ci sarà nessun ingresso dell’Italia nello stretto di Hormuz senza prima una tregua e il coinvolgimento delle Nazioni Unite. Probabili contrasti tra USA e Israele in Iran, con Washington che preferisce concentrarsi sull’apparato militare e Tel Aviv sui vertici del regime e le infrastrutture.
Guido Crosetto ha aperto a una possibile partecipazione dell’Italia nello stretto di Hormuz, ma solo in condizioni di tregua. In una nota ufficiale, il ministro della Difesa ha infatti sottolineato: “Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l’Italia. Nessun ingresso a Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa. Siamo consapevoli però dell’importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite a offrire una cornice giuridica per un’iniziativa multilaterale per raggiungere questo obiettivo“.

Nel frattempo gli obiettivi degli USA e di Israele in Iran sembrano divergere sempre di più. Come sottolinea Tulsi Gabbard, responsabile dell’Intelligence americana, “Stati Uniti e Israele non hanno gli stessi obiettivi“, il che apre alla possibilità di futuri contrasti tra Tel Aviv e Washington.
Contrasti che potrebbero coinvolgere la condotta delle operazioni militari, ma anche i modi e i tempi per la fine del conflitto. La “Divisione dei compiti” sottolineata da Gabbard evidenzia le preoccupazioni dei due paesi, con gli USA che si concentrano sull’apparato militare iraniano, mentre Israele preferisce dedicarsi ai vertici e alle infrastrutture del regime di Teheran.

Una situazione che sembra di stallo: il Governo degli Ayatollah rimane al potere, senza che vi sia, almeno al momento, una possibilità di sollevazione che possa indebolirlo dall’interno del paese, e Teheran che continua a lanciare missili, mantenendo il controllo del cruciale stretto di Hormuz.

Donald Trump
Da qui la decisione di Tel Aviv di colpire gli impianti petroliferi iraniani (Israele ha di recente colpito il giacimento di gas di South Park, uno dei più grandi al mondo), che potrebbe però rivelarsi un’arma a doppio taglio. Donald Trump ha persino dichiarato di essere all’oscuro di tali operazioni, salvo essere poi smentito da Tel Aviv, che sottolinea come gli USA erano stati avvisati in anticipo.
