
Ex Ilva di Taranto: blocchi e scioperi. I sindacati: “è tempo di prendere una decisione”
A Taranto scioperi e blocchi per la vicenda dell’ex Ilva. I sindacati: “è tempo di prendere una decisione“. Per il vicario don Panico serve un decreto salva Taranto.
Lo sciopero di 8 ore proclamato da Uilm, Jim e Fiom la scorsa settimana si è trasformato in un corteo che ha bloccato la statale 100 tra Taranto e Bari.
Come hanno ribadito i sindacati: “È tempo di prendere una decisione“. Decisione che il Governo punta a trovare tramite tavoli tecnici al Mimit. Il primo è con le organizzazioni e dovrebbe dare inizio a un mese segnato di confronti. Se non si giungerà a un accordo concreto, ribadiscono i sindacati, “continueremo a scioperare”.

Adolfo Urso
Nello stesso tempo Adolfo Urso, ministro delle imprese e del Made in Italy, rilancia di nuovo la possibilità di costituire una cordata italiana allo scopo di disinnescare una possibile bomba sociale.
Tutto ciò si inquadra anche nella recente decisione della Corte d’appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’area dell’ex Ilva di Taranto entro tre mesi, subordinando un’eventuale ripresa dell’impianto alla riduzione delle polveri sottili e alla completa bonifica dell’amianto.

Come sottolinea don Antonio Panico, vicario episcopale della diocesi di Taranto, docente universitario ed esperto della vicenda dell’ex Ilva, tali sviluppi giudiziari rappresentano “Un elemento di novità che forse, finalmente, restituisce un po’ di giustizia ai lavoratori e ai cittadini di Taranto. Più o meno in concomitanza con gli esiti del procedimento di Milano, l’Asl di Taranto ha presentato ai sindaci della provincia dati che confermano una situazione sanitaria estremamente preoccupante. Questa vicenda dimostra il fallimento della capacità decisionale della politica. Da oltre quattordici anni si susseguono esclusivamente decreti salva Ilva. Non è mai esistito un vero decreto salva Taranto”.
