Governo, Conte alla resa finale

Governo, Conte alla resa finale

Tra martedì e mercoledì è previsto il tempo massimo per la formazione del nuovo governo giallo-rosso. Le sorti dipendono dal voto su Rousseau di domani. Intanto M5s e Pd hanno convocato dei vertici autonomi per fare il punto sulla situazione. I Dem propongono: "Niente vice premier per il prossimo governo"

E’ iniziato il conto alla rovescia. Siamo ormai alle trattative finali ed il presidente del Consiglio incaricato è giunto stamattina alla Camera per l’ultimo giro di consultazioni. Per domani o al massimo mercoledì ha annunciato che tornerà al Quirinale con la sua proposta di governo giallo-rosso. E’ innegabile che le sorti del nuovo esecutivo e l’alleanza tra Pd e M5s dipendono dal voto su Rousseau che si terrà domani per quasi tutta la giornata. “Potranno partecipare gli iscritti al MoVimento 5 Stelle da almeno sei mesi, con documento certificato – si legge nel blog del partito. – Il programma di governo negoziato con il Partito Democratico sarà consultabile online a partire dall’inizio del voto. Come da nostri principi e valori fondanti l’ultima parola spetta agli iscritti del MoVimento 5 Stelle. La votazione si terrà dalle 9 alle 18. Il quesito sarà: ‘Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?'”. I pentastellati hanno le idee chiare: se dovessero prevalere i no, il presidente del Consiglio dovrà sciogliere la riserva in modo negativo. Almeno così ha fatto sapere il capogruppo del M5S al Senato, Stefano Patuanelli.

Intanto il leader Luigi Di Maio ha convocato a Palazzo Chigi un vertice del Movimento per fare il punto sulla situazione politica. Lo stesso ha fatto anche Nicola Zingaretti, convocando alle 13 al Nazareno la cabina di regia del Pd con il presidente del partito Gentiloni, i vicesegretari Orlando e De Micheli, i capigruppo Marcucci e Delrio, le vicepresidenti Ascani e Serracchiani e il tesoriere Zanda.

Il grande scoglio da superare rimane la questione del vice premier. Il Pd ha provato a sbloccare la situazione proponendo di fare a meno di questa figura nel nuovo esecutivo ed il fatto che questo imput sia arrivato in primis da Dario Franceschini, il candidato numero uno per il ruolo di vicepremier del Pd, sembra essere veramente un segno di apertura verso i futuri alleati per far decollare il nuovo governo.

Il fatto è che questa non sembra essere la strada giusta, almeno per i 5 stelle che tengono molto alla poltrona del numero due di Conte. Staremo a vedere.

 

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