
Milano, resta in carcere la donna che ha sfregiato con l’acido l’ex
La violenza sugli uomini preoccupa tanto quanto quella sulle donne anche se se ne parla poco. Secondo i dati Istat sono circa 5 milioni gli uomini che ogni anno subiscono gli stessi tipi di abusi delle donne
Resta in carcere Tamara Masia, la 43enne di Milano che sabato scorso ha sfregiato con l’acido il suo ex Daniele Polacci, un barista di 28 anni, perché non accettava la fine della loro relazione. Lo ha deciso il gip dopo l’interrogatorio convalidando il fermo. La donna è accusata di aver colpito con lo spray al peperoncino e una bottiglietta di acido il giovane conosciuto qualche tempo fa su un sito di incontri. Le accuse contestate dal pm milanese Alessia Menegazzo sono quelle di lesioni aggravate e stalking e, per la prima volta dall’introduzione del Codice rosso, anche di sfregio.
Tamara si è giustificata di fronte ai magistrati dicendo che non voleva, che aveva perso la testa, ma che si era sentita sfruttata come donna, perché non aveva visto nei suoi gesti un briciolo di affetto.
La dinamica dei fatti
I due si erano conosciuti sul web e, nonostante una breve relazione, la 43enne ne era rimasta ossessionata. La tragedia è avvenuta sabato mattina in piazza Gae Aulenti a Milano, dove l’ ha aggredito con l’acido provocandogli gravi ustioni alla guancia, al collo, alla spalla e alla mano sinistra. Il 28enne, che per fortuna non ha riportato danni agli occhi, è stato già dimesso dall’ospedale.
La 43enne è stata rintracciata a Genova in serata mentre si apprestava a ritirare dei soldi da un Postamat, probabilmente per finanziare la sua fuga. La vittima l’ha descritta agli inquirenti come una donna “strana” ed “ossessiva“. “Ci siamo incontrati in zona stazione Centrale, siamo entrati in un bar per mangiare qualcosa e da subito mi è sembrata una persona dall’atteggiamento invadente – ha detto. – Ha iniziato a rivolgermi una raffica di domande inappropriate e impertinenti e a criticarmi per quello che avevo ordinato, cioè un toast e un caffè. Così i rapporti si sono fatti subito un po’ tesi. Avevo deciso di rivederla perché lei era venuta fino a Milano, aveva aspettato che finisse il mio turno di lavoro e in fondo anche io volevo darle e darmi l’opportunità di conoscerla meglio, cosi ci siamo rivisti quella stessa sera a fine turno”. Ma le cose non sono andate meglio“. Poi si era presentata nel bar in cui lavorava, più volte, l’ultima per sfregiarlo.
Questo non è stato un caso isolato. I magistrati hanno ricondotto a Tamara altri quattro casi di stalking e le vittime erano ragazzi di età compresa fra i 18 e i 28, tutti conosciuti in siti di incontri.
La violenza sugli uomini: i dati
Purtroppo la violenza sugli uomini è un fenomeno tutt’altro che sporadico. Non se ne parla mai perché abbiamo questo retaggio mentale che vuole l’uomo carnefice e la donna vittima, ma non è così. Ci sono casi in cui l’elemento debole della coppia è proprio quello maschile e sono i dati stessi a confermarcelo. Secondo l’Istat infatti sono circa cinque milioni gli uomini che ogni anno sono vittime degli stessi tipi di molestie o violenza che subiscono le donne, ovvero molestie verbali, anche tramite i social, pedinamenti, botte anche fino all’omicidio. Per quanto riguarda le molestie, da alcune ricerche è emerso che sono circa 3 milioni 574 mila gli uomini che hanno subito abusi almeno una volta nella vita e, nel 14,6% di questi casi, gli autori erano donne. I casi invece di omicidio compiuto da una persona che non conoscevano sono il 32,1%, mentre il 24,8% sono stati uccisi da conoscenti e circa il 4% proprio dal partner o da una ex.
Una ricerca dell’Università di Siena ha evidenziato che la maggior parte di questi episodi avvengono in quelle famiglie in cui l’uomo in questione ha perso il lavoro o si trova in una condizione di svantaggio economico rispetto alla compagna. Si parla di più del 60% di uomini che ha subìto aggressioni come spinte, graffi, morsi, capelli strappati, dita schiacciate con la porta, folgorazioni con corrente elettrica e contusioni a causa di lanci di oggetti.
Che la violenza sia fisica o psicologica non importa. Va sempre condannata ed osteggiata, sia che la vittima sia una donna sia che sia un uomo, perché essa non conosce in realtà genere ed è un allarme sociale in entrambi i casi.

