
Milano, condannato a 20 anni di carcere l’uomo che uccise il suocero
L'omicidio è avvenuto a febbraio scorso a Rozzano, comune alle porte di Milano perché la vittima abusava della nipotina. 18 anni invece al complice che lo ha accompagnato in scooter sul luogo del delitto. Il pm aveva chiesto per entrambi l'ergastolo
Ha ucciso il suocero per aver abusato della nipotina. Per questo è stato condannato a 20 anni di carcere, con rito abbreviato, il 35enne che a febbraio scorso a Rozzano, comune alle porte di Milano, ha sparato al padre della moglie di 63 anni. Lo ha deciso il gup di Milano, Aurelio Barazzetta che ha anche inflitto 18 anni di carcere al suo complice, il 27enne che lo aveva accompagnato in scooter sul luogo del delitto. Il pm Monia di Marco aveva chiesto per entrambi l’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione ma il giudice ha riconosciuto ad entrambi le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.
L’assassino e il suo complice si erano costituiti dai carabinieri il giorno dopo il delitto avvenuto accanto al supermercato Il Gigante in viale Lazio a Rozzano.
Il giorno dell’omicidio l’ex compagna del killer era in Tribunale a Milano insieme alla bambina che stava raccontando, in audizione protetta davanti ad un gip, gli abusi subiti dal nonno. “La mia assistita aveva già intrapreso un’altra via nei confronti di suo padre, quella della giustizia, e non della vendetta“, ha chiarito il legale della donna, Lara Benetti che ha aggiunto: “la condanna a 20 anni è un motivo di speranza che un giorno lui esca e si confronti con la figlia e che possa maturare qualcosa nella sua testa. Nella mia assistita non c’era voglia di vendetta, ma volontà di giustizia. Voleva che la figlia capisse che l’atto del padre è stato totalmente sbagliato, qualunque cosa avesse fatto il nonno“.

