Conte, firmato il Dpcm di Novembre. Unica novità: parrucchieri aperti anche in zone rosse
Il decreto va oggi in Gazzetta ufficiale e sarà in vigore da domani. In tutto il territorio nazionale sarà vietato uscire dalle 22 alle 5, a meno di emergenze o esigenze lavorative. Nelle zone rosse sarà lockdown: per 2 settimane divieto di spostamenti, negozi chiusi e attività motoria solo vicino casa
Il premier Giuseppe Conte firma il nuovo Dpcm di Novembre, che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene una regione. Confermato dunque l’impianto della bozza circolata nelle ultime ore.
L’Italia viene divisa in aree: gialla, arancione e rossa. Le limitazioni saranno diverse a seconda dell’area.
Chiusure differenziate per regione, a seconda della fascia di rischio contagio, che saranno assegnate nelle prossime ore.
Unica novità riguarda la concessione ai parrucchieri che rimarranno aperti anche nelle zone rosse. Tutto
il resto è invariato rispetto le anticipazioni pubblicate qualche ora fa.
Il decreto va oggi in Gazzetta ufficiale e sarà in vigore da domani. In tutto il territorio nazionale sarà vietato uscire dalle 22 alle 5, a meno di emergenze o esigenze lavorative. Nelle zone rosse sarà lockdown: per 2 settimane divieto di spostamenti, negozi chiusi e attività motoria solo vicino casa.
Sul fronte economico, in settimana è previsto un dl sui ristori: il Governo assicura “un’erogazione tempestiva delle risorse”.
L’Italia divisa in aree: gialla, arancione e rossa
Cosa prevede il Dpcm per le zone gialle
Nelle zone gialle, dove la circolazione è bassa o molto bassa, la circolare prevede interventi ordinari, come l’isolamento dei casi positivi, la quarantena dei contatti e una serie di precauzioni standard che fanno già parte della vita quotidiana di ognuno di noi: uso delle mascherine, distanziamento fisico, igiene individuale e ambientale.
Si punta a favorire lezioni scaglionate mattina e pomeriggio, se utile ad aumentare gli spazi.
Possibilità di sospensione di alcuni insegnamenti a rischio più elevato: educazione fisica, lezioni di canto o di strumenti a fiato, laboratori a uso promiscuo.
Cosa succede, però, nello specifico nelle cosiddette zone arancioni? Quali sono le zone arancioni?
Le zone arancioni sono quelle caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto, ma che tuttavia non sono a quello delle zone rosse, caratterizzate invece da uno scenario di rischio molto alto. Secondo quanto emerso dall’ultimo dossier di monitoraggio settimanale effettuato dall’Istituto superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, potrebbero ricadere all’interno di quest’area le regioni, osservate speciali ma con indice Rt, cioè indice di trasmissibilità del virus, non superiore a 1,5, considerato la soglia critica, e con le terapie intensive non ancora vicine alla saturazione nell’immediato.
Cosa si può fare e cosa è vietato nelle zone arancioni
Nelle zone arancioni, come si evince dalla bozza del nuovo Dpcm, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dal Comune, salvo che per quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Ancora, è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune e sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
Cosa è previsto dal Dpcm per l’area rossa
Le zone che rientrano nell’area rossa sono quelle considerate a rischio alto, in cui lo scenario è ritenuto di “massima gravità”. Un articolo del dpcm, stando alla bozza, è destinato proprio a individuare le misure da mettere in campo per queste zone. A stabilire quali Regioni saranno considerate aree rosse sarà un’ordinanza del ministero della Salute. Il quale potrà, d’intesa con il presidente della Regione coinvolta, prevedere una “esenzione dell’applicazione di una o più delle misure”. Poi è prevista una verifica almeno settimanale per aggiornare eventualmente l’elenco. Le norme dovrebbero entrare in vigore il 5 novembre a livello nazionale, mentre l’applicazione per le zone rosse potrebbe necessitare anche di più tempo proprio per l’individuazione delle varie aree e per la collocazione delle Regioni al loro interno.
Tutti i divieti per le zone rosse
I divieti vengono contenuti nella bozza del dpcm, ancora suscettibile di modifiche in queste ore. Innanzitutto vengono vietati gli spostamenti in entrata e uscita dai territori e negli stessi territori, salvo comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e per lo svolgimento della didattica in presenza dove è prevista e permessa. Più o meno come durante il primo lockdown, con l’eccezione della didattica in presenza. Vengono sospese le attività commerciali al dettaglio, tranne la vendita di generi alimentati e di prima necessità. Chiusi i mercati, salvo sempre i generi alimentari. Rimangono aperte le edicole, i tabaccai e le farmacie. Vengono sospese le attività dei servizi di ristorazione, ovvero bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie. Restano aperte le mense e i servizi di catering continuativo su base contrattuale se vengono rispettati i protocolli. Resta la possibilità di consegna a domicilio e fino alle 22 anche l’asporto, con divieto di consumo sul posto o nelle adiacenze.
Sospese le attività nei centri sportivi, così come eventi e competizioni tranne che quelli a livello professionale. Sarà consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione, rispettando la distanza e indossando la mascherina. Consentita anche l’attività sportiva, ma solo all’aperto e in forma individuale. Per quanto riguarda la scuola, saranno in presenza solamente i servizi educativi dell’infanzia e fino al primo anno di scuola secondaria di primo grado. Dalla seconda media in su, invece, si applicherà la didattica a distanza. Chiusi anche i servizi per la persona, come parrucchieri, barbieri ed estetisti.
