
Migranti, nuovo naufragio a Lampedusa. Morte 13 donne
Una 14esima è stata salvata ma è in coma. 22 i superstiti di un barcone che conteneva circa 50 migranti quasi tutti tunisini e che si è ribaltato per il mare mosso. Tra i dispersi anche 8 bambini. Il sindaco di Lampedusa: "Basta stragi del mare. La politica agisca!"
13 donne sono morte nel naufragio che questa notte è avvenuto ad un miglio dalle coste di Lampedusa. L’imbarcazione, che conteneva circa 50 persone, si è ribaltata per il mare mosso. A recuperare i corpi delle vittime, tutte di origine subsahariana, sono state le motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza. Una 14esima è stata salvata ma si trova ora in coma. In totale sono 22 i superstiti. Tra i dispersi ben 8 bambini.
Come riferisce la stessa guardia costiera in un comunicato, “intorno a 00:15 la motovedetta avvistava a 6 miglia dall’isola di Lampedusa il barchino sovraccarico e già sbandato e dopo qualche minuto giungeva anche l’unità della guardia di finanza. Nel corso delle operazioni di soccorso, con condizioni meteomarine avverse, lo spostamento repentino dei migranti ha provocato il ribaltamento dell’imbarcazione”.
La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per il momento contro ignoti. Intanto il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, che ha seguito tutte le fasi del soccorso, ha lanciato un appello alle istituzioni: “Basta stragi del mare. Basta raccogliere morti che galleggiano. Non possiamo continuare ad assistere allo sbarco di cadaveri di povere persone che inseguono il sogno di migliorare la propria vita. La politica agisca”.
