Le partite Iva pronte a scendere in campo. Intervista ad Eugenio Filograna

Le partite Iva pronte a scendere in campo. Intervista ad Eugenio Filograna

Quella delle partite Iva è sicuramente la categoria che ha avuto maggiori conseguenze durante l'emergenza Covid. Ne abbiamo parlato con Eugenio Filograna, già Senatore della Repubblica e ora alla guida del movimento Autonomi e Partite Iva, che punta a presentare liste alle prossime elezioni amministrative.

“In Italia, autonomi e partite Iva fino a 100 mila euro di fatturato pagano il 70% di tasse, quanto nel resto d’Europa la percentuale scende al 35%. Bisogna invertire questa tendenza”. È quanto afferma il presidente del Movimento Autonomi e Partite Iva, Eugenio Filograna. L’associazione è nata per difendere per difendere la libera iniziativa e dare voce agli autonomi che, soprattutto in quest’ultimo periodo, a causa dell’emergenza sanitaria, hanno sofferto più di tutti.

Quella delle partite Iva è sicuramente la categoria che ha avuto maggiori conseguenze durante l’emergenza Covid. Nonostante gli sforzi del Governo, si sono registrate disparità a seconda della categoria di appartenenza. Quali obiettivi si pone la vostra organizzazione?

La nostra è un’associazione che ha una finalità di carattere culturale e politico. L’associazione vuole rappresentare un unico corpo sociale, composto da tutte le attività riconducibili alla libera iniziativa: partite Iva, ma anche autonomi a progetto, pescatori, agricoli ecc. Un corpo sociale di 5 milioni di persone, che ha già prima del Covid ha perso strada facendo 3 milioni di persone e che durante il Covid ha perso 370 mila persone, cifra che secondo le nostre stime è destinata a raddoppiare durante il 2021. Un corpo sociale di cui fanno parte anche i dipendenti e i familiari delle partite Iva, e ovviamente le aziende. Insomma vogliamo rappresentate tutte le attività economiche, quasi tutto il Prodotto Interno Lordo nazionale. Attività riconducibili al privato. Nel breve termine, visti i fatti contingenti, questa nostra iniziativa intende difendere le posizioni di coloro che hanno subito i maggiori danni per colpa del Covid e dei vari DCPM. Noi difendiamo molte categorie minimaliste in termini di fatturato, come gli ambulanti, gli agenti di commercio e i ristoratori, che non hanno avuto la giusta attenzione non solo da questo Governo, che sicuramente sta affrontando un problema grave sanitario. Ma la nostra finalità, partita già prima del Covid, è quella di trovare una grande riforma perché la maggior parte delle partite Iva sono soggette a un’alta tassazione. Il cuneo fiscale ricade di conseguenza sulla competitività delle aziende.

Qual è in sintesi il vostro programma?

C’è una finalità riformatrice di tutto il sistema contributivo. Il nostro programma prevede che le partite Iva e gli autonomi fino a 100 mila euro di fatturato rappresentano il seme dell’economia e come tutti i semi devono essere annaffiati. Quindi vanno aiutati e non abbandonati. In Italia una partita Iva fino a  100 mila euro paga fino al 70% di tasse, mentre nel resto d’Europa la media è del 35%, e negli U.S:A. è pari al 33%. Questo per recuperare produttività e talenti. A nostro avviso fino a 100 mila euro bisogna far pagare solo l’Iva in entrata e in uscita e non le tasse. Un sistema che sarebbe anche più facile da gestire. Finirebbe anche la disoccupazione perché tutti aprirebbero la partita Iva per fare qualunque tipo di lavoro.

Accennavamo alle varie misure adottate dal Governo. Quali sono stati gli aspetti positivi e quali negativi?

Per noi è tutto negativo. L’unico aspetto positivo è che ci siamo resi conto che questo Governo non è all’altezza della situazione. Abbiamo bisogno di persone competenti, che sappiano quello che dicono. Covid, e qui dò anche la colpa a Salvini, alcune proposte sono diventate leggi, che stanno danneggiando il sistema. Mi riferisco al decreto Dignità. Hanno penalizzato le aziende che riassumevano a termine. A marzo avremo tante persone a casa per colpa di quella legge. Sappiamo già che fallirà il 30% delle imprese.

Pensa sia possibile in Italia una riforma del sistema partite Iva?

Il Covid sta dimostrando la debolezza del sistema attuale. Si è tutelato molto il lavoro pubblico, caricando le imprese e le partite Iva di un’eccessiva tassazione. Abbiamo fatto una richiesta ufficiale al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, a deputati e senatori, e ai presidenti di Regione, affinché vengono istituiti il Ministero degli autonomi e delle partite Iva, così come nelle regioni ci sia un assessorato dedicato.

Per quanto riguarda le tasse e il recupero degli arretrati lo Stato vi è stato vicino?

Avrebbero dovuto ridurre la tassazione, ma soprattutto in questa fase dovevano stanziare dei fondi per evitare le chiusure delle aziende. Sono stati fatti errori di cattiva e modesta contribuzione per i ristori dati a bar, ristoranti e palestre. Se ci fosse stato un Governo un po’ più attento ci sarebbero stati meno errori.

 

 

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