
Meloni: “Oggi Conte è andato in aula per cercare di convincere gli indecisi a votare a suo favore, ma quanto vale la sua parola? Cosa diceva tre anni fa…”
Scrive il leader di Fratelli d'Italia sul suo profilo Twitter: "Era il 26 settembre 2018, quando Giuseppe Conte si esprimeva così: "Quando qualcuno ci accusa di sovranismo e populismo, amo ricordare che sovranità e popolo sono richiamati nell'articolo 1 della Costituzione italiana. Ed è esattamente in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e l'esercizio della stessa da parte del popolo". Parole molto chiare da parte di Giuseppe Conte, che meno di tre anni dopo ha sconfessato se stesso durante il discorso in Aula di quest'oggi: "Questa alleanza sarà chiamata a esprimere una imprescindibile vocazione europeista. Forze politiche che sono chiamate a operare una chiara scelta di campo contro le derive nazionaliste e le logiche sovraniste". È a questo punto che dai banchi del centrodestra si sono levati alcuni cori di dissenso nei confronti di Giuseppe Conte.
Si è rivolto ai singoli deputati nella speranza di ottenere voti utili per quella che lui ha definito “un’alleanza a vocazione europeista“. Ma le parole del presidente del Consiglio non sono passate inosservate a Giorgia Meloni, che su Twitter non ha potuto fare a meno di mettere Conte di fronte alla realtà dei fatti, utilizzando le sue stesse parole di tre anni fa. “Conte che oggi in Aula alla Camera si appella alle forze ‘responsabili’ contro ‘le logiche sovraniste, ma chiedo, è lo stesso che 3 anni fa? quando difendeva pubblicamente il sovranismo all’Onu?
Scrive il leader di Fratelli d’Italia sul suo profilo Twitter: “Era il 26 settembre 2018, quando Giuseppe Conte si esprimeva così: “Quando qualcuno ci accusa di sovranismo e populismo, amo ricordare che sovranità e popolo sono richiamati nell’articolo 1 della Costituzione italiana. Ed è esattamente in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e l’esercizio della stessa da parte del popolo”.
Parole molto chiare da parte di Giuseppe Conte, che meno di tre anni dopo ha sconfessato se stesso durante il discorso in Aula di quest’oggi: “Questa alleanza sarà chiamata a esprimere una imprescindibile vocazione europeista. Forze politiche che sono chiamate a operare una chiara scelta di campo contro le derive nazionaliste e le logiche sovraniste”. È a questo punto che dai banchi del centrodestra si sono levati alcuni cori di dissenso nei confronti di Giuseppe Conte.
“Vergogna!“, tuona il leader di Fratelli d’Italia al presidente del Consiglio.
È evidente che i parlamentari con memoria più lunga non hanno potuto fare a meno di notare la discrasia concettuale tra quanto affermato da Conte nel settembre 2018 e quanto, invece, affermato questa mattina durante la comunicazione per ottenere i voti necessari a mantenere la sua poltrona come presidente del Consiglio.
Significative le parole utilizzate da Giorgia Meloni nel suo post, in cui ‘mette in luce e fa chiarezza sui comportamenti avuti ad oggi da Giuseppe Conte’.
“Quanto vale la parola di quest’uomo?“. Le parole di Giorgia Meloni sono fondamentali per inquarare il pensiero di Conte e il suo modus operandi.
