
Le dimissioni di Zingaretti dal Pd: inviata la lettera alla presidente Cuppi
Le dimissioni di Zingaretti sono solo l’ultimo capitolo nella lunga lista di addii dei vari segretari. Il primo è stato Walter Veltroni, nel 2009: dimissioni dopo la sconfitta alle regionali in Sardegna con atto di accusa durissimo nei confronti delle correnti. Da allora, la stessa sorte del primo leader è toccata a tutti gli altri, fino a Nicola Zingaretti.
È arrivata la ieri lettera la lettera, con la quale, Nicola Zingaretti ha formalizzato le proprie dimissioni da segretario del Partito Democratico. La missiva è stata inviata alla presidente del partito, Valentina Cuppi, a cui spetterà la gestione ordinaria fino all’Assemblea nazionale del 13 e 14 marzo.
In linea teorica, dal momento che in pratica il leader ha assicurato (almeno per ora) di non voler tornare sui suoi passi, per restare alla guida del Nazareno il segretario dimissionario dovrebbe non presentare formalmente le dimissioni, ritirarle prima di sabato 13 marzo o farsi rieleggere dall’assemblea. Se invece, come sembra, la sua avventura da leader dei “è finita”, è l’articolo 5 dello statuto a regolare la situazione: “Qualora il Segretario cessi dalla carica, prima del termine del suo mandato l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa”, si legge al comma 4.
Cuppi dovrebbe quindi dare un termine temporale per la presentazione di eventuali candidature e, nel caso fossero presenti, si procederebbe alla votazione. È quanto accaduto, ad esempio, nell’Assemblea Nazionale del 7 luglio 2018: il segretario reggente Maurizio Martina, con l’accordo di tutte le anime interne, si candidò come segretario e venne eletto con il compito di guidare la fase congressuale.
In assenza di passi in avanti per la guida del Nazareno si procederebbe, invece, con il “formale avvio della fase congressuale“, nella quale “la gestione ordinaria del partito è affidata al Presidente dell’Assemblea nazionale, in qualità di Presidente pro-tempore della Direzione nazionale”. In questo caso, l’assemblea dovrà anche eleggere una commissione di garanzia (nella quale vengano rappresentate tutte le anime interne) che gestisca il cammino verso il congresso con il contemporaneo scioglimento degli attuali organismi dirigenti.
Le dimissioni di Zingaretti sono solo l’ultimo capitolo nella lunga lista di addii dei vari segretari. Il primo è stato Walter Veltroni, nel 2009: dimissioni dopo la sconfitta alle regionali in Sardegna con atto di accusa durissimo nei confronti delle correnti. Da allora, la stessa sorte del primo leader è toccata a tutti gli altri, fino a Nicola Zingaretti.
