
Vaccino Astrazeneca, ennesimo caso in Sicilia , raccomandata la sospensione
Tanti paesi hanno raccomandato, in via del tutto precauzionale e in attesa di ricevere ulteriori informazioni, di sospendere la distribuzione del vaccino Astrazeneca anche se è emerso che non c'è nessuna connessione tra i casi di trombosi e il vaccino stesso
Dopo i casi dei tre militari di Catania e Trapani e le morti sospette legate alla somministrazione del vaccino Astrazeneca, un’altra persona ha avuto gli stessi sintomi, sempre in Sicilia; si tratta di un’insegnante che attualmente si trova ricoverata in rianimazione a causa di un’emorragia cerebrale. Nei giorni scorsi la donna era stata vaccinata e ieri ha manifestato i primi sintomi, tanto che il suo quadro clinico andava sempre più peggiorando. Dopo le varie indagini, sembrerebbe che il lotto somministrato non è quello che è stato poi sequestrato successivamente, ma è stata comunque aperta un’inchiesta.
Nel frattempo, alcuni paesi come l‘Irlanda, la Damimarca, la Norvegia e l’Islanda hanno raccomandato, in via precauzionale e in attesa di avere ulteriori informazioni,la sospensione di Astrazeneca, a seguito di numerosi casi sospetti. Tante le persone che dopo aver ricevuto la dose di questo vaccino, hanno manifestato effetti collaterali importanti come emorragie, trombosi e diminuzione delle piastrine.
Tuttavia, al momento non sembrano esserci collegamenti tra il vaccino anticovid e i coaguli di sangue che hanno colpito tante persone.
“Questa raccomandazione è stata formulata a seguito di un rapporto dell’Agenzia norvegese per i medicinali su quattro nuove segnalazioni di gravi eventi di coagulazione del sangue in persone adulte dopo la vaccinazione con il vaccino per il Covid-19 di AstraZeneca” ha affermato il Vice Chief Medical Officer dell’Irlanda.
Una conferma arriva anche da un un colloquio tra il Premier Draghi e la Presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen, dal quale sarebbe emerso che non c’è alcuna connessione tra i casi di trombosi registrati in Europa e la somministrazione del vaccino Astrazeneca.
La stessa azienda ha sottolineato che “non è emersa alcuna prova di un aumento del rischio di embolia polmonare o trombosi venosa profonda in qualsiasi gruppo di età, sesso, lotto o in qualsiasi paese in cui è stato utilizzato il vaccino”
