Afghanistan: i buoni propositi dei talebani non convincono. Meloni: “Favorire accoglienza profughi in stati confinanti”
Centinaia di persone hanno affollato l’aeroporto di Kabul nella speranza di abbandonare l’Afghanistan. Ma nei disordini ci sono stati almeno 17 feriti. Prevista, con qualche ostacolo, una commissione in Camera e in Senato.

Nel momento in cui scriviamo i talebani, entrando a Jalalabad, hanno represso con la violenza alcune manifestazioni che protestavano contro il ritorno del regime. Tre le vittime, oltre ad alcuni cameramen.
Negli stessi momenti l’ambasciata afghana nel Tagikistan, dove Ashraf Ghani si è rifugiato poco prima della presa di Kabul, ha chiesto all’Interpol di arrestare l’ex presidente afghano.
Nonostante ciò, il nuovo Emirato islamico dichiara di voler intraprendere una strada più democratica rispetto al passato, continuando a ripetere in conferenza stampa “No a vendette. Rispetteremo i diritti delle donne” aggiungendo però “Se loro rispettano la sharia”.

Intervenuta sulla questione, Giorgia Meloni ha proposto di aiutare gli stati confinanti con l’Afghanistan per offrire sostegno immediato ai profughi: “30 milioni di afgani sono finiti sotto il controllo degli integralisti islamici e far credere loro che la soluzione sia portarli tutti in Occidente è una cinica presa in giro. Serve serietà perché è già stata fatta troppa demagogia e propaganda sulla pelle degli afgani. Come ha già sostenuto anche il cancelliere tedesco Merkel, noi crediamo che la prima cosa da fare sia sostenere gli Stati confinanti con l’Afghanistan per aiutarli ad accogliere i profughi. Per questo la Ue e l’Occidente stanzino subito un importante piano di aiuti”.
Non ha mancato di citare anche gli USA, in fin dei conti una delle cause della situazione in Afghanistan: “Poi certo, in casi particolari servono anche ponti aerei in favore di coloro che ci hanno aiutato in questi anni, come gli interpreti, chi ha collaborato con la nostra missione e le donne e i bambini in pericolo di vita. In questo caso anche l’Italia, e l’Europa, possono fare la loro parte, ma ancora prima crediamo che a farsi maggiormente carico delle conseguenze, anche umanitarie, di questo disastro politico e militare debba essere l’amministrazione USA guidata da Joe Biden, che ha la precisa responsabilità di aver trasformato il disimpegno dall’Afghanistan in una fuga disordinata e in una figuraccia storica per l’Occidente”.

Intanto è prevista per il prossimo 24 agosto l’audizione di Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini davanti alle Commissioni di Camera e Senato per discutere sulla crisi afghana. Con qualche ostacolo: una fonte parlamentare riferisce infatti che, nonostante Di Maio si sia dichiarato disponibile a discuterne già in settimana, “Nessun partito ha chiesto un anticipo dell’audizione in Commissione“.
“La verità è che le Aule non sono state convocate perché nei partiti c’è la paura di lasciare i banchi vuoti” continua la fonte “Dal momento che i parlamentari sarebbero ‘costretti’ a tornare prima dalle ferie“.
