
Armando Siri è fuori dal Governo
Il premier Conte gli ha revocato la nomina a sottosegretario dopo un lungo dibattito in Cdm, senza votazione. La Lega difende Siri, ma ribadisce la fiducia in Conte. Di Maio: "Oggi abbiamo dato un grande segnale di discontinuità col passato". Siri ribadisce la sua innocenza
Armando Siri è fuori dal governo. Il premier Giuseppe Conte ha revocato l’incarico al sottosegretario leghista indagato per corruzione dalla Procura di Roma. A quanto pare il decreto di revoca è stato adottato dal premier, sentito il Consiglio dei ministri, dopo una lunga discussione. Conte ora chiederà la sottoscrizione della revoca al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Andiamo avanti con la fiducia dei cittadini, consapevoli che senza questo fattore non potremmo mai sentirci il governo del cambiamento”, ha spiegato il premier alla fine della riunione del governo. Durante la discussione Salvini e Di Maio hanno mantenuto le loro posizioni: da una parte c’era il presidente del Consiglio nei panni del pubblico ministero, sostenuto dagli esponenti del Movimento 5 stelle, mentre dall’altra la ministra della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, a rappresentare la Lega nella difesa di Siri. Conte ha esposto la sua proposta di revoca e alla fine ha chiesto: “Ho la piena fiducia di tutti? Altri casi simili si possono presentare ed io rivendico il metodo adottato oggi anche per il futuro, rivendico di poter discernere, senza alcun condizionamento e senza alcun automatismo né favorevole né contrario, caso per caso. Se perdiamo la fiducia dei cittadini non potremmo più averli al nostro fianco e non potremo agire come governo del cambiamento”. Alla fine della riunione, durata circa due ore, non c’è stata alcuna votazione. Tutto il Governo lo ha appoggiato. Anche la Lega ha ribadito la sua fiducia a Conte ma ha continuato a difendere Armando Siri, “innocente fino a prova contraria”.
“Per me è un grande orgoglio fare parte di questo governo e della decisione presa da tutti quanti insieme – ha spiegato Di Maio nella conferenza stampa indetta subito dopo la decisione. – In una giornata come quella di oggi in cui l’Italia è scossa da inchieste su temi che riguardano la cosa pubblica, per me è altrettanto importante che il governo oggi abbia dato un segnale di discontinuità rispetto al passato. Non è una vittoria del M5s, non sono qui per esultare, è una vittoria degli italiani onesti, in un Paese che ha la corruzione più alta d’Europa”.
La Lega ha definito “civile e pacata” la discussione in Cdm ma ha fatto anche sapere che “non può esserci un automatismo tra indagini e colpevolezza”. Poi è intervenuto direttamente Salvini. “Prendo atto del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto – ha detto in conferenza stampa. – I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B…. a casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta. I processi si fanno tribunale, credo nell’Italia e negli italiani, credo in un’Italia di 60 milioni di presunti innocenti. Se qualcuno ritiene che in Italia ci sono 60 milioni di colpevoli che devono dimostrare la loro innocenza, stiamo tornando indietro. Ma nessuno mi fa cambiare idea sul fatto che l’Italia abbia bisogno di un governo”.
Intanto Siri ha ribadito con fermezza di non aver mai ricevuto, né da Paolo Franco Arata né da chiunque altro, promesse di pagamento o dazioni di denaro “che anzi avrebbe rifiutato con sdegno”.
