Ddl Zan, Omofobia, Adinolfi: “Io cacciato da Clubhouse”

Ddl Zan, Omofobia, Adinolfi: “Io cacciato da Clubhouse”

Mario Adinolfi,  denuncia di essere stato 'cacciato' dal social network Clubhouse per le opinioni espresse sul ddl Zan contro l'omotransfobia. "Non solo: dopo averli subiti -evidenzia il leader del Popolo della Famiglia- ho ricevuto moltissime segnalazioni, e queste segnalazioni hanno fatto scattare l'algoritmo che ha portato all'espulsione".

“Sono schietto: ci troviamo alla prova generale di bavaglio dell’utilizzo del ddl Zan. Si sono organizzati per escludermi ed impedirmi di parlare a causa di ‘hateful speech’ (discorsi d’odio, ndr), in un social dove non solo non ho mai rivolto un solo insulto a nessuno, ma li ho sempre e solo subiti, e chiunque può testimoniarlo”. Mario Adinolfi,  denuncia di essere stato ‘cacciato’ dal social network Clubhouse per le opinioni espresse sul ddl Zan contro l’omotransfobia. “Non solo: dopo averli subiti – scandisce il leader del Popolo della Famiglia- ho ricevuto moltissime segnalazioni, e queste segnalazioni hanno fatto scattare l’algoritmo che ha portato all’espulsione”.

Secondo Adinolfi il motivo dell’esclusione dal nuovo social di chat audio, che ha la caratteristica di avere delle ‘stanze’ nelle quali si affrontano le più svariate discussioni – è metterlo a tacere per le sue opinioni critiche sul decreto legge Zan, la cui calendarizzazione in Parlamento agita da settimane il dibattito politico dentro e fuori dalle Camere. “Non mi interessa dell’account Clubhouse, sia ben chiaro – sottolinea il giornalista e politico – e mi lascia indifferente la policy dei social. Qui la questione è un’altra. Qui ci troviamo in un clima di assoluto conformismo ideologico, dove vogliono imporre questa nuova normativa. E quando c’è qualcuno che prova ad esplicitare un’opinione diversa sui social, fanno le prove generali di bavaglio e galera. Chi può sapere se questo stesso meccanismo non si trasferirà dai social alle aule di giustizia? Come possiamo sapere che non accadrà?”.

Sui social, dove Adinolfi ha postato la notizia dell’esclusione da Clubhouse, alcuni sono scesi in campo a difesa di Adinolfi, come Guido Crosetto: “Un nuovo social, Clubhouse, ha deciso di cacciare Mario Adinolfi. È un social nel quale le persone accedono e confrontano le idee, discutendo. Ora però cacciano lui! Non è accettabile, è regime!”, scrive. Ma c’è anche chi non è d’accordo, come Luca Bizzarri che, rispondendo a Crosetto, twitta: “I diritti sono una cosa seria. Il ‘diritto a Clubhouse’ non esiste. È una piattaforma con modi e regole, se ci stai, accetti le regole”.

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