
La Spagna campione del mondo. Paredes espulso per aver aggredito Garcia a fine partita
La Spagna batte l’Argentina ai supplementari e si aggiudica il campionato mondiale. Trump consegna le medaglie e la coppa. Paredes rischia una squalifica per aver aggredito Garcia a fine partita.
La Spagna ha battuto l’Argentina alla finale dei mondiali 2026, diventando così la prima squadra a vincere due volte il campionato del mondo nel ventunesimo secolo, sedici anni dopo la vittoria del 2010. Il gol decisivo è stato quello di Ferran Torres ai tempi supplementari.

Ferran Torres
A consegnare medaglie e Coppa del mondo è stato Donald Trump, scendendo in campo con Gianni Infantino, presidente della FIFA. L’inquilino di Washington non aveva dichiarato per chi avrebbe tifato, sottolineando però che “Il leader dell’Argentina era un mio amico” e che “è molto difficile battere Messi, è fantastico“.

Javier Milei
Mentre il presidente dell’Argentina, Javier Milei, è rimasto in patria a guardare in Tv la finale dei Mondiali, i reali spagnoli si sono recati allo stadio per vederla dal vivo, con Re Felipe VI, la regina Letizia, la principessa delle Asturie Leonor e l’infanta Sofia che hanno assistito alla partita dagli spalti vicini a Donald Trump, per poi scendere in campo a festeggiare insieme ai calciatori spagnoli. “Oggi celebriamo la vittoria“, ha dichiarato Re Felipe, “domani ricorderemo la leggenda“.

Re Felipe VI
Dopo la sconfitta Leandro Paredes, che nell’Argentina svolge il ruolo di centrocampista, si è accanito contro Eric Garcia, della Spagna, afferrandolo per il collo. Poi ha tentato di fare la stessa cosa anche con Gavi, che era intervenuto per difendere il compagno di squadra ed era stato trattenuto dall’argentino Enzo Fernàndez, che tra l’altro era stato già espulso nel corso della partita dopo aver ricevuto due ammonizioni.

Leandro Paredes
Paredes, che da parte sua era sembrato nervoso sin dal suo ingresso nel campo ed è noto per i suoi atteggiamenti provocatori, rischia ora una lunga squalifica. L’episodio he segnato un contrasto con i festeggiamenti degli spagnoli e con il comportamento di altri giocatori come Lamine Yamal, che al termine della partita stava pregando.
