
Legnano, uccide il padre a coltellate e poi confessa
L'omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite. "Litigavamo spesso perché io volevo studiare e lui voleva che io lavorassi", ha raccontato il figlio. L'accusa è di omicidio volontario aggravato
“Mi sentivo costantemente umiliato e pressato da mio padre”. Sono state queste le parole pronunciate alla polizia da Marco Campanella, 36 anni, arrestato ieri con l’accusa di aver ucciso a coltellate il padre Michele, finanziere di 71 anni in pensione, al culmine di una lite nella loro abitazione di Legnano, in provincia di Milano (la foto è del Corriere della Sera). L’uomo, figlio adottivo della vittima e della moglie Paola, dopo tanti anni di studi era riuscito da poco a laurearsi in lingue ad un corso triennale e voleva frequentare una nuova facoltà, quella di Scienze politiche. A detta sua il padre non era affatto d’accordo perché voleva per lui una vita più concreta e soprattutto che trovasse al più presto un lavoro. Le opinioni così divergenti avevano causato discussioni continue negli ultimi mesi, che proprio lo stesso Marco ha raccontato al pm di Busto Arsizio, Francesca Parola.
L’omicidio
Secondo il suo racconto, il delitto è avvenuto al termine dell’ennesima lite mentre la madre Paola si trovava all’oratorio di Legnarello, dove fa la volontaria al centro estivo. “Erano almeno due anni che i rapporti tra me e mio padre si erano deteriorati — ha detto d’un fiato il figlio. — Lui mi diceva in continuazione di trovarmi un lavoro, mentre io volevo studiare”.
Erano circa le 10 del mattino quando i vicini hanno udito le urla tra padre e figlio, ma nessuno ha pensato al peggio. Il primo a dare l’allarme è stato un operaio a lavoro in un appartamento della palazzina di fronte che ha telefonato al 112 dicendo di aver visto un uomo cadere a terra sotto i colpi di un altro. “Vi prego correte, lo ammazza, sto vedendo tutto dalla finestra”, ha raccontato. Il 36enne aveva in mano due lame: un coltello da cucina e uno con la lama più larga, usato per affettare la carne. Secondo la ricostruzione Marco ha cominciato a colpire il padre proprio sul balcone, raggiungendolo al torace e alla schiena. Dopo pochi secondi l’anziano ha cercato di rientrare in casa per sfuggire ai fendenti ma il figlio non ha avuto pietà, lo ha rincorso e gli ha dato i colpi di grazia sul pavimento di casa. Poi si è barricato dentro, chiudendo la tapparella del balcone.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Legnano e gli agenti del commissariato. Subito dopo, anche i vigili del fuoco, che hanno interrotto l’erogazione di gas, scongiurando qualsiasi tentativo ulteriore dell’uomo di potersi fare del male o far del male ad altri, causando magari un’esplosione. In quel frangente la madre Paola stava rientrando a casa. Quando ha appreso cos’era accaduto si è sentita male. Poco più tardi gli agenti hanno fatto irruzione in casa, hanno trovato l’uomo con la maglietta insanguinata che non ha opposto resistenza, consegnandosi alla polizia.
Il 36enne ha confessato l’omicidio ed ora dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato.
