
Roma, addio a Giampaolo Pansa, una delle firme più irriverenti del giornalismo italiano
Si è spento all'età di 84 anni assistito da sua moglie, la scrittrice Adele Grisendi. Ha collaboratore con i più importanti quotidiani, vicedirettore di Repubblica sotto Eugenio Scalfari e condirettore de "L'Espresso. Ha raccontato con acume la società e la politica italiana
E’ morto a Roma il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa. Si è spento all’età di 84 anni, assistito dalla sua compagna, la collega Adele Grisendi.
Una delle firme storiche del Novecento italiano, Pansa ha collaborato con i più importanti quotidiani dalla Stampa, dove ottenne il suo primo contratto giornalistico nel 1961, al Giorno, al Corriere della Sera ed il Messaggero. E’ stato vicedirettore di Repubblica sotto Eugenio Scalfari e condirettore de L’Espresso.
Critico e polemista irriverente, ha raccontato con acume la società e la politica italiana, mettendo alla berlina i vizi della classe dirigente e soprattutto proponendo un punto di vista controcorrente, sempre in grado di stimolare il dibattito e la riflessione. E’ stato anche storico, autore di romanzi e saggi in gran parte incentrati sugli anni della guerra partigiana, un argomento che era stato anche al centro della sua tesi di laurea in Scienze Politiche , dove era stato allievo dello storico Alessandro Galante Garrone.
Tra le sue opere più note , Il Sangue dei vinti, il saggio del 2003 sui crimini dei partigiani compiuti dopo il 1945 che gli è costato l’accusa di revisionismo e che però gli ha permesso di portare a casa il Premio Cimitile 2005. Prima ancora, nel 2001 ha pubblicato Le notti dei fuochi, sulla guerra civile italiana combattuta tra il 1919 e il 1922, ma anche I figli dell’Aquila, racconto della storia di un soldato volontario dell’esercito della Repubblica sociale italiana. Ha firmato poi Il ciclo dei vinti, libri dedicati alle violenze compiute dai partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale. Tra i suoi libri più recenti l’autoritratto intitolato Quel fascista di Pansa e poi un pamphlet su Salvini, dal titolo Ritratto irriverente di un seduttore autoritario.
Pansa è stato anche inventore di uno stile giornalistico che ha fatto scuola. Sue le espressioni Giornalista dimezzato, Dalemoni, sull’intesa tra D’Alema e Berlusconi, Balena bianca, riferito alla Democrazia Cristiana.
Nel 2016 un grandissimo dolore, dal quale il giornalista non si è mai più ripreso: la morte del figlio Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica morto di malattia a 55 anni.

