Roma: Alemanno in carcere per aver violato la detenzione alternativa

Roma: Alemanno in carcere per aver violato la detenzione alternativa

Gianni Alemanno è in carcere dalla notte di Capodanno per aver violato le regole sulla misura dei servizi sociali che era obbligato a osservare. Per i magistrati si è dimostrato “Del tutto sprezzante rispetto all’esecuzione della condanna in misura alternativa”.

L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è in carcere a Rebibbia da alcuni giorni per ordine del Tribunale di sorveglianza, che si occupa della concessione e della revoca delle misure alternative alla detenzione. La detenzione è stata decisa dal Tribunale perché Alemanno non ha rispettato tali regole alternative, grazie alle quali aveva ottenuto di scontare in casa la pena di un anno e 10 mesi a cui era stato condannato nel 2022 per finanziamento illecito e traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale” che indagò nel cosiddetto “Mondo di mezzo”, in cui furono coinvolti alcuni politici e anche l’ex Nar Massimo Carminati.

Nell’ordinanza i magistrati sottolineano che “Venute meno le condizioni minime per la prosecuzione della misura alternativa. Alemanno ha dimostrato totale spregio dell’importanza della possibilità. Del tutto sprezzante rispetto all’esecuzione della condanna in misura alternativa e della sua condizione di affidato, palesando evidente irresponsabilità”.

Massimo Carminati

Per l’ex sindaco di Roma il rischio più immediato è quello di vedersi revocato il cosiddetto Presofferto, e debba di conseguenza scontare per intero la pena passata in giudicato.

Nel frattempo è venuta fuori un’altra prova: una foto che Alemanno ha postato in passato sui social, che lo raffigura in macchina insieme ad alcuni amici a pochi giorni dalle regionali. Nell’indagine per riciclaggio altri tre imprenditori. In quel post, di una trasferta a Genova, scrisse di essere “In viaggio per liberare la Liguria”. Ma al Tribunale, che avrebbe dovuto concedergli l’autorizzazione per allontanarsi dal Lazio, disse invece di avere incarichi di lavoro al Nord Italia.

Tra l’altro violando gli accordi l’ex sindaco avrebbe anche incontrato un pregiudicato: l’ex avvocato Paolo Colosimo, zio dell’attuale presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia, che è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere per aver fatto da collegamento tra alcune famiglie della ’ndrangheta e l’ex senatore Nicola Di Girolamo.

 

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