
Liliana Resinovich, tutte le stranezze di un giallo che non ha fine
Continuano le indagini per scoprire cosa c'è dietro la morte di Liliana Resanovich a quasi due mesi dalla scomparsa.
Continuano le indagini per scoprire cosa si nasconde dietro la vicenda di Liliana Resinovich, la donna scomparsa misteriosamente la mattina del 14 Dicembre e ritrovata senza vita, il 5 Gennaio, a pochi passi dalla sua casa, a Trieste.
Tanti i dubbi che girano intorno alla vicenda. In questi giorni gli investigatori o vederci chiaro e scoprire qualcosa in più, visto che in quasi due mesi ancora non è chiaro come sia morta la donna.
L’inchiesta è stata aperta per sequestro di persona, anche se ancora non risulta nessun iscritto nel registro degli indagati. L’unico su cui gli inquirenti vorrebbero vederci chiaro, è il marito della donna, Sebastiano Visitin, i cui comportamenti destano qualche dubbio soprattutto quelli tenuti il giorno della scomparsa, quando era restio a sporgere la denuncia di scomparsa della moglie. Lo stesso uomo che il giorno prima del funerale, era in Slovenia a rilassarsi in una sauna, per non parlare delle numerose incongruenze nei suoi racconti.
Nessuna autopsia che dica la verità, nessun assassino, o meglio anch se ci fosse, è ancora a piede libero, visto che ad incastrarlo non ci sarebbe nessun messaggio, nessuna telefonata ne nessuna cella, che possa significare qualcosa. Il mistero sarebbe racchiuso proprio qui. Quel giorno Liliana, sarebbe uscita senza cellulare, nonostante avesse un appuntamento, ne senza portafoglio ma con una bottiglia contenente un liquido. E proprio questo dettaglio a far pensare all’ipotesi del suicidio. O al contrario, qualcuno potrebbe averla uccisa proprio grazie a questo liquido. A destare qualche curiosità inoltre, è una lettera che il suo amico Claudio Sterpin ha consegnato ad un’amica di Liliana ne giorno del suo funerale, in cui parla di come sarebbe morta.
