La sentenza del giudice del tribunale di Roma, Silvia Albano, disocnosce il trattato l'Italia e l'Albania, un atto di inaudità gravità, in quanto lede le prerogative del governo nell'ambito delle leggi sull'immigrazione e difesa dei confini dello Stato
A distanza di anni si ripete nuovamente il copione. Di quale copione stiamo parlando? Parliamo della “lotta” in atto da tempo da parte di una certa magistratura “politicizzata” nei confronti dell’operato del governo presieduto da Giorgia Meloni, con atti e sentenze a dir poco fuori dalle logiche del diritto.L’ultima puntata
ha visto quale attrice di prim’ordine la presidente della sezione immigrati del tribunale di Roma, Silvia Albano, presidente della corrente di magistratura democratica, da sempre molto vicina al PD, la quale tre giorni fa con una sentenza definita dal Ministro di Giustizia Carlo Nordio “Aberrante” ha nei fatti privato di forza di legge il trattenimento in Albania dei 16 migranti arrivati in Italia la scorsa settimana. Il giudice Albano nella sostanza sostiene che il trasferimento in Albania dei migranti è illegittimo in quanto si tratta di un paese non “sicuro”. I fatti, però, dicono l’esatto contrario, in quanto il paese delle “Aquile”non è certo nella cerchia dei paesi “pericolosi”, ma in prim’ordine non compete in nessun modo al potere giudiziario pronunciarsi e stabilire wquali siano i paesi non sicuri”, ma solo e soltanto al potere esecutivo, in quanto da sempre eper legge ordinaria la materia dell’immigrazione è regolata e decisa solo dal governo. L’aspetto più inquietante è che nelle chat fra i magistrati si dice in modo netto ed inequivocabile che la “Meloni è più pericolosa di Silvio Berlusconi in quanto non ha a suo carico nessuna inchiesta giudiziaria”. Crediamo in tutta coscienza che in nessssun paese del Mondo con un ordinamento liberale e democratico, si possano accettare questi atti di “ribellione” e queste sentenze che non hanno nessun altro scopo, se non quello di delegittimare l’azione di governo nell’ambito dell’immigrazione clandestina, che non è discipline e materia su cui i giudici decidono e legiferano. Mattarella, il presidente della Repubblica e capo anche della magistratura, non deve questa volta rimanere a guardare, in quanto quale garante della Costituzione italiana, deve far rispettare i confini e le attribuzione dei poteri dello Stato, confini che secondo la nostra opnione sono stati ampiamente superati da alcuni giudici che credono di usare le sentenze e il potere conferitogli, quale arma di lotta contro un governo “nemico” in quanto non di sinitra ma con l’aggravante che è stato eletto dal popolo. L’unico detentore della sovranità come riconsce all’art. 1 la stessa Costituzione. La legge suporema del paese che nessun giudice può fermare
