No al Green Pass: tensioni e scontri nelle piazze di Milano e Roma

No al Green Pass: tensioni e scontri nelle piazze di Milano e Roma

Manifestazioni e proteste in diverse città italiane: gruppi di manifestanti sono scesi in piazza a Roma e a Milano per protestare contro il Governo, nonostante i cortei non fossero autorizzati, diversi i denunciati, nessun ferito

Le proteste e le manifestazioni per dire NO al green pass non si arrestano. In diverse piazze italiane continuano gli contri  da parte di gruppi di manifestanti  per portare avanti la loro lotta contro le decisioni del Governo ma sopratutto contro le normative per quanto riguarda la “carta verde”.

Tra le tante, Roma e Milano  sono state quelle che hanno registrato un vero e proprio clima di  tensione: i manifestanti, nonostante nessun permesso per il corteo, hanno comunque scatenato proteste tanto che la polizia è riuscita con molta difficoltà a bloccarli.

A Milano,  i diversi partecipanti  hanno raggiunto Piazza Duomo. Le forze dell’ordine è riuscita ad isolare tre gruppi di persone con un doppio cordone. Tra questi, una donna al momento dei controlli, si è rifiutata di mostrare i documenti ed ha anche dato un morso al funzionario della Questura. Nessun ferito ne morto, ma i manifestanti non hanno rispettato le norme anticovid e molti erano senza mascherina. Il bilancio della questura registra 257 gli identificati

Stessa situazione a Roma; 4 mila manifestanti  si sono recati al Circo Massimo per protestare gridando “Liberiamo l’Italia”. Anche qui erano quasi tutti senza mascherine. Tra le tane bandiere presenti, quella del Regno delle Due Sicilie e una per Trump. Ne hanno preso parte anche i gilet arancioni e l’ex generale dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Pappalardo che è salito sul palco dichiarando la nascita di un nuovo movimento. Tra gli altri anche un medico no vax “Ci hanno fatto credere che questa malattia chiamata Covid fosse come la peste ma non è vero. Un teatrino basato su presupposti assolutamente antiscientifici. I numeri sono non reali: il tampone non è strumento attendibile e soprattutto non è strumento diagnostico. Al governo non interessa la salute dei cittadini, ma gli interessa far vedere che ci sono i morti per governare in maniera dittatoriale. Tutti i morti sono contati come Covid”.

 

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