Ravanusa: I soccorritori scavano a mani nude alla ricerca dei dispersi 

Ravanusa: I soccorritori scavano a mani nude alla ricerca dei dispersi 

Ma cosa è accaduto ieri sera in via Trilussa? La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto un'inchiesta per fare  chiarezza. L'ipotesi di reato, al momento contro ignoti, è disastro  colposo e omicidio colposo.

Dopo il crollo delle palazzine di ieri sera a Ravanusa (Agrigento), sono andate avanti tutta la notte le ricerche da parte dei Vigili del fuoco dei dispersi intrappolati sotto le macerie delle palazzine esplose per una fuga di gas metano nel centro storico di Ravanusa, in provincia di Agrigento. Ai tre cadaveri estratti nelle ore successive al crollo (due donne e un uomo), la notte scorsa si è aggiunta l’individuazione di altri quattro corpi sotto le macerie della palazzina di quattro piani venuta giù. Sale dunque a sette il bilancio provvisorio. Due ancora i dispersi; due le donne rimaste ferite e ricoverate in ospedale a Licata e Agrigento con traumi e fratture. Cento gli sfollati che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni.
Scavano senza sosta, i Vigili del fuoco. A mani nude, tra le macerie di via Trilussa, a Ravanusa, piccolo centro  dell’agrigentino. Ogni tanto il generatore si ferma, i soccorritori  chiedono silenzio per ascoltare eventuali voci. Ma dal ‘cratere’ non  si sente nulla. Solo silenzio. Arrivano anche i cani molecolari, ma  fino a tarda sera niente, i sei dispersi non si trovano. Tra loro ci  sono Selene Pagliarello e Giuseppe Carmina, una giovane coppia, in  attesa del figlio che dovrebbe nascere a fine settimana. Il padre di  Selene è seduto in macchina da ieri sera. Non vuole allontanarsi  neppure per mangiare, chiede, piangendo notizie della figlia Selene.
Sono quattro i palazzi crollati, tra cui quello di quattro piani, dove vivevano le vittime e i dispersi, quasi tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare. Altre tre palazzine sono state sventrate dall’onda  d’urto dell’esplosione, avvenuta poco prima delle nove di ieri sera.  ”È stato spaventoso. Sembrava una bomba atomica, abbiamo anche  pensato che un aereo fosse caduto qui vicino. Siamo vivi per  miracolo”, racconta piangendo Calogero Bonanno, un docente che vive a  Palermo e che ieri sera si trovava a casa dei suoceri a Ravanusa, in  via Trilussa. “Mia moglie stava allattando la bimba di 4 mesi quando  abbiamo sentito lo scoppio e abbiamo pensato che l’edificio si fosse  spostato – dice- subito con gli altri due miei figli, di 5 e 11 anni,  siamo scesi per strada. C’erano vetri e fiamme ovunque. Tutti gli  infissi scoppiati. Non capivamo se ci fosse stato il terremoto. La  paura è stata tanta. Siamo davvero vivi solo per miracolo”, conclude.
Arrivati sul posto il capo della Protezione Civile e dei Vigili del fuoco
Ma cosa è accaduto ieri sera in via Trilussa? La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto un’inchiesta per fare  chiarezza. L’ipotesi di reato, al momento contro ignoti, è disastro  colposo e omicidio colposo. Patronaggio e la pm di turno Sara Varazi,  hanno posto sotto sequestro tutta l’area dell’incidente, oltre 10mila  metri quadrati. Incaricato un pool di consulenti per eseguire degli  appositi esami. Le ipotesi sono tante, ma certo è che ci sia stata una fuga di gas, forse dalle condutture. La Procura vuole capire vuole  capire, ad esempio, se la rete di distribuzione del gas, installata  nel 1984, fosse a norma o se la manutenzione ordinaria e straordinaria sia stata fatta. Numerosi cittadini hanno raccontato che da settimane  c’era ”puzza di gas”, ma questa sera Italgas chiarisce: ”Da una  prima immediata analisi dell’evento emerge quanto segue:  Non  risultano segnalazioni di alcun tipo giunte nell’ultima settimana al  servizio di Pronto Intervento che lamentassero perdite di gas”. “A  seguito dell’evento, la prima segnalazione è stata fatta  telefonicamente dai Vigili del Fuoco alle ore 21:02 al CIS – Centro  Integrato di Supervisione di Italgas Reti- dice Italgas.
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