Interrogata la comandante della Sea Watch. La capitana ora chiede scusa

Interrogata la comandante della Sea Watch. La capitana ora chiede scusa

Secondo il Procuratore capo di Agrigento: "Nessuna necessità di forzare per la Sea Watch" e chiede la convalida dell'arresto per Carole Rakete

La capitana Carola Rakete è stata ascoltata ieri dai giudici. E durante l’interrogatorio, la Rakete ha avuto così la possibilità di ricostruire gli ultimi giorni a bordo della Sea Watch3, e delle ragioni sulla scelta di sbarcare a Lampedusa, mentre proprio nello stesso momento il governo olandese smentiva però che lei avesse mai chiesto di sbarcare in Olanda. Quindi la comandante ha spiegato agli inquirenti le motivazioni alla base del tentativo di attracco al porto di Lampedusa e il conseguente speronamento della motovedetta della Guardia di Finanza avvenuta tre giorni fa, per la quale la Rakete ieri si è nuovamente scusata. «E’ stata valutata negativamente e dunque come volontaria la manovra effettuata con i motori laterali dell’imbarcazione – ha affermato il Procuratore capo di Agrigento, Patronaggio al termine dell’interrogatorio – che ha prodotto lo schiacciamento della motovedetta della GdF verso la banchina».

Secondo il Procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, non c’era uno stato di necessità di forzare per la Rakete, poiché la Sea Watch attraccata alla fonda aveva ricevuto assistenza medica, ed era in continuo contatto con le autorità militari per ogni eventualità e tipo di assistenza. L’interrogatorio della comandante tedesca è durato quasi tre ore. Chiesta la convalida dell’arresto da parte del Procuratore Patronaggio e per l’aggiunto S. Vella, sia per la violazione dell’art. 1100 del cdn, che disciplina il caso di atti di resistenza con violenza nei confronti di una nave da guerra, sia per resistenza a pubblico ufficiale. In buona sostanza la Procura di Agrigento ha ritenuto che la manovra ordinata dalla Rakete che ha provocato lo schiacciamento della motovedetta della GdF sia stata eseguita con coscienza e volontà. Il 9 luglio Carola Rakete verrà inoltre interrogata per il favoreggiamento del reato di immigrazione clandestina, e come si era immaginata ora alla giovane donna le vengono contestati, oltre alle ipotesi dei reati di rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra, anche quello previsto a chi violi il nuovo decreto sicurezza bis.

«Cosa diversa è il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – ha poi sottolineato il Procuratore Patronaggio – per cui si procederà separatamente. Qui si valuterà se l’azione di salvataggio dei migranti effettuate nelle acque antistanti la zona Sar libica sia stata un’azione necessitata. In questo procedimento parallelo andremo a verificare se i porti della Libia possono ritenersi sicuri o meno – e ha aggiunto il pm – andremo a verificare le concrete modalità del salvataggio cioè a dire se vi sono stati contatti tra i trafficanti di esseri umani e la Sea Watch, se il contatto è avvenuto in modo fortuito o ricercato». La Questura di Agrigento ieri ha aperto parallelamente anche una indagine interna, dopo che la foto segnaletica della Rakete è stata scoperta essere finita on line. Lo scatto della comandante immortalata in quella posa, potrebbe essere stata diffusa da un network russo. Una diffusione illegittima e non autorizzata secondo la Questura di Agrigento.

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