Fisco: cosa prevede la riforma del castasto

Fisco: cosa prevede la riforma del castasto

“Una modifica della disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale, al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati, e un’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal primo gennaio 2026”. Lo prevede l’articolo 6 della delega fiscale, quello su cui è in corso un braccio di ferro fra il governo e il centrodestra.    Il disegno di legge presentato alla Camera il 29 ottobre scorso dal ministro dell’Economia Daniele Franco, come sottolinea l’analisi dell’impatto della regolamentazione, non produrrebbe ripercussioni fiscali dirette ma la riforma potrebbe “interessare circa 39 milioni di persone fisiche e circa 1,5milioni dì persone giuridiche (intestatarie di immobili urbani)”.   Nell’illustrazione della proposta sono elencati principi e criteri direttivi da seguire nell’esercizio della delega, fra cui la previsione che le informazioni rilevate “non siano utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali e, comunque, per finalità fiscali”. La proposta chiarisce che i possibili effetti finanziari sul lato degli oneri di spesa potranno essere quantificati solo con la” predisposizione dei decreti delegati”. Nell’analisi di impatto si spiega poi che “la finalità prioritaria” della riforma è “consentire un maggiore controllo del patrimonio immobiliare, favorendo l’emersione di immobili non censiti ovvero censiti sulla base di rendite che non rispettano la reale consistenza’ e la destinazione degli stessi”.

Il commento del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli: “Il Governo non può ricattare il Parlamento. Se un sottosegretario, Maria Cecilia Guerra, arriva al punto di evocare la fine dell’esecutivo se non si fa la riforma del catasto, allora il governo è davvero alla frutta, tenuto in piedi dal Covid e, ora, dalla guerra in Ucraina. Mi domando se un governo privo di legittimità popolare, nato su un’emergenza, abbia il diritto di effettuare riforme non condivise da tutte le forze politiche che lo sostengano. Mi domando se una democrazia parlamentare possa avere un governo che minaccia il Parlamento impedendogli di modificare i propri provvedimenti. A maggior ragione se si tratta di leggi delega che, al pari dei decreti legge, spogliano il Parlamento della sua attività legislativa. Per entrare nel merito poi, la riforma del catasto di questi tempi forse non è proprio indicata, né può essere considerata una vera emergenza da risolvere per rilanciare l’economia italiana. Si tratta infatti solo di uno strumento di cui lo Stato vuole dotarsi per incassare più soldi dai cittadini”. È quanto afferma in una nota il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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