
Messina Denaro: arrestati due coniugi che favorirono la latitanza
Altri due arresti collegati alla cerchia di collaboratori dell’ex boss Matteo Messina denaro. In manette Emanuele Bonafede e sua moglie Lorena Ninfa Lanceri per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dal metodo mafioso. Ritrovate nell’appartamento lettere indirizzate all’ex latitante.
L’indagine condotta dai carabinieri del colonnello Lucio Arcidiacono, è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Piero Padova e Gianluca De Leo, e ha portato alla perquisizione dell’appartamento dei coniugi Bonafede, ora in carcere con le accuse di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, aggravati dall’aver agevolato Cosa nostra.
I due coniugi, subito dopo la cattura di Messina Denaro si erano recati dai carabinieri, raccontando di aver riconosciuto dai notiziari l’ex latitante (Tra i più ricercati in assoluto), che era stato presentato alla coppia con il falso nome di Francesco Salsi, medico in pensione. Ma la loro versione è stata smentita dai video registrati da una telecamera di sorveglianza vicina alla loro abitazione di Campobello di Mazara. Nei video, che coprivano dalle 20:51 del 7 gennaio alle 21:12 del 23 gennaio 2023 (Quindi anche i giorni precedenti alla cattura), si vedeva chiaramente Messina Denaro recarsi più volte in casa dei coniugi Bonafede a pranzo e a cena, oltre alla presenza frequente della sua automobile, una Giulietta Alfa Romeo. Abitazione da cui usciva solo dopo aver controllato con attenzione che non ci fossero Forze dell’ordine nei paraggi. Dalle indagini risulta anche che la coppia era un punto di riferimento dell’ex boss per gestire le sue visite mediche e la logistica della latitanza. Nell’appartamento è stata anche rinvenuta una fotografia, scattata nel salotto, dove si vede un uomo bere cognac e fumare un sigaro. Nonostante dalla foto sia stata tagliata via la parte del volto, gli investigatori lo hanno riconosciuto come Messina Denaro.

“Si è trattato, del resto, di una ospitalità che ha senza dubbio avuto costi non irrilevanti per una famiglia non particolarmente benestante” si legge nella misura cautelare emessa dal gip “Famiglia che quindi è del tutto irragionevole pensare che possa essersi assunta il pieno sostentamento di uno sconosciuto medico in pensione“.
Emanuele è cugino di Andrea Bonafede, l’uomo arrestato per aver ceduto la sua identità a Messina Denaro per sfuggire alle ricerche, e nipote di Leonardo Bonafede, storico boss di Campobello di Mazara. Anche Lorena Lanceri sembra fosse molto legata a Messina Denaro. Nell’appartamento sono state infatti trovate varie lettere dove la donna, sotto il nome in codice di Diletta, si rivolgeva all’ex boss: “Il bello nella mia vita è stato quello di incontrarti, come se il destino decidesse di farsi perdonare facendomi un regalo in grande stile. Quel regalo sei tu” si legge in una delle lettere, scritta nel 2019, “Sei un grande anche se non fossi MMD. Tua Diletta“.

E continua “Penso che qualsiasi donna, nell’averti accanto, si senta speciale, ma soprattutto tu riesci a far diventare il nulla gli altri uomini. Con te mi sento protetta, mi fai stare bene, mi fai sorridere con le tue battute e adoro la tua ironia e la tua immensa conoscenza e intelligenza. Certo hai anche tanti difetti, la tua ostinata precisione. Ma chi ti ama, ama anche il tuo essere così. Lo sai, ti voglio bene e come dico sempre un bene che viene da dentro. Spero che la vita ti regali un po’ di serenità e io farò di tutto per aiutarti“.
A incastrare Lorena Lanceri è stato uno scambio di chat vocali. Una delle pazienti della Clinica La Maddalena, a Palermo, dove Messina Denaro faceva la chemioterapia, venne ascoltata il 18 gennaio dai carabinieri. Raccontò che l’uomo, da lei conosciuto come Andrea Bonafede, le aveva confessato di avere una legame con una ragazza di nome Diletta, e aveva messo in comunicazione le due donne tramite messaggi vocali tipo “Ah c’è Diletta che ha il Covid gliel’ho passato io si sta curando stiamo qua a casa assieme e Diletta ti saluta anzi ora te la passo per messaggio” e Diletta rispose “Io qua con la creatura (Si riferisce a Messina Denaro, ndr) quello che mi sta facendo passare non solo mi ha trasmesso il Covid però alla fine per lo meno mi fa ridere perché è simpatico”. Incrociando poi le celle telefoniche, gli investigatori sono riusciti a collegare la fantomatica Diletta con Lorena Lanceri.
