Roma, incidente Casalpalocco: indagato Matteo Di Pietro

Roma, incidente Casalpalocco: indagato Matteo Di Pietro

Matteo Di Pietro, il 20enne youtuber che era alla guida del SUV che ha travolto una Smart mercoledì scorso causando la morte del piccolo Manuel, è indagato pe omicidio stradale e lesioni. È risultato positivo ai cannabinoidi. Polemiche per i video girati anche dopo l’incidente.

Matteo Di Pietro è finora l’unico indagato per l’incidente stradale che ha causato la morte di Manuel, 5 anni, e il ferimento della sorellina del bambino e della madre. Il ragazzo era alla guida del SUV Lamborghini che due giorni fa ha travolto la Smart tra Acilia e Casalpalocco mentre, insieme ad altri ragazzi del gruppo di influencer The Borderline (La cui posizione è ancora al vaglio degli inquirenti), tentava di battere un record di 50 ore filate di guida postando periodicamente video sui social.

Matteo Di Pietro

Di Pietro, tra l’altro, è risultato positivo al test sui cannabinoidi, ma per questa cosa non è stato arrestato, poiché la positività è bassa e potrebbe aver consumato la droga vari giorni prima dell’incidente.

Nel frattempo la dinamica dell’incidente è stata ricostruita con più precisione, anche se molti dettagli sono ancora sotto indagine. Elena Uccello, la donna alla guida della Smart (Ancora ricoverata al Sant’Eugenio, ma non è in pericolo di vita) aveva appena preso Manuel e la sorellina all’asilo, e stava guidando verso casa, quando dalla corsia opposta è arrivato il SUV ad alta velocità, probabilmente dopo un sorpasso. Manuel si trovava sul seggiolino al posto del passeggero, di fianco alla madre, proprio nel punto dove la Smart ha subito l’impatto. La sorellina di 3 anni, dimessa dall’ospedale e ora a casa della nonna, era seduta su un altro seggiolino, sistemato sui sedili posteriori.

I ragazzi sul SUV hanno provato a superare una macchina, andavano a grande velocità e hanno investito l’auto della signora” dichiara uno dei testimoni sul luogo dell’incidente.

I magistrati, coordinati dai pm del gruppo del procuratore aggiunto Michele Prestipino, affideranno quindi una consulenza tecnica per capire a che velocità stesse andando il SUV, mentre la Polizia locale sta analizzando i cellulari dei giovani presenti a bordo.

È emerso anche un altro filmato, a quanto pare girato dopo l’incidente, che ha provocato varie polemiche. Da ieri nelle chat dei residenti della zona in cui è avvenuto l’incidente circola un video che mostra una piccola folla di gente intorno alle due auto distrutte, mentre un uomo urla, e in primo piano si vede un ragazzo con la maglia dei The Borderline intento a filmare la scena.

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato: “Se sei recidivo e togli la vita a una persona perché sei un cretino al volante, tu la patente non la vedi più per il resto dei tuoi giorni, non è che te la sospendo per qualche mese“. Si prevedono nuove regole sul codice della strada.

Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato: “È un problema grave. Il tema della repressione si incrocia con il tema della prevenzione. Ci stiamo lavorando con il ministro Salvini. Riteniamo che all’azione di prevenzione e repressione vada affiancata una consistente azione culturale e divulgativa educativa su quelli che sono i rischi di alcuni comportamenti”.

Della stessa opinione anche il Consigliere della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che tra l’altro sottolinea la pericolosità di certe sfide sui social: “Se fosse confermata l’ipotesi che a causare l’incidente di ieri a Casal Palocco sia stata una sfida social, la tragica notizia della morte di Manuel assume aspetti ancora più gravi. A quanto si apprende, infatti, a bordo dell’auto sportiva viaggiavano cinque youtuber con oltre 600mila follower che molto probabilmente stavano girando un video per una challenge da pubblicare sui loro canali social. È indubbio che sulla sicurezza stradale serve un piano straordinario per aumentare sia i controlli sia la prevenzione, ma questo non basta, e oggi è ancora più evidente. Bisogna partire dal monitoraggio e dalla regolamentazione dell’uso dei social media e prendere decisioni drastiche. I Social di chi commette illegalità, istiga o commette atti di violenza che possono mettere a rischio la vita degli altri vanno chiusi immediatamente. Oggi mi unisco al dolore dei famigliari del piccolo Manuel, augurandomi che la madre e la sorellina possano rimettersi presto, consapevole che il dolore immenso dei genitori non si potrà rimarginare“.

Intanto sul canale YouTube dei TheBorderline, che fattura una media di 200mila euro all’anno, si moltiplicano critiche e insulti ai ragazzi: “Vi propongo una challenge! Un’ora dentro una stanza, solo voi ed il padre di Manuel“. “Vivete ogni giorno come se tutto fosse un gioco, senza immaginare minimamente che i vostri livelli di energia non sono quelli di un gioco“, “Povero Manuel siete responsabili di quanto è successo. È questo ostentare challenge estreme per fare soldi, legando a voi follower decerebrati, che è vomitevole. Studiate e andate a lavorare. Perché questi giochi ridicoli sono finiti“.

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