
Morto il giornalista Andrea Purgatori: indagò su Ustica e sul caso Orlandi
È morto all’età di 70 anni Andrea Purgatori, uno dei nomi più famosi del giornalismo italiano. Premio Hemingway per il giornalismo, si occupò anche del caso di Emanuela Orlandi e della strage di Ustica.
Morto a Roma in ospedale dopo una breve malattia, Andrea Purgatori, prima come cronista poi come capo cronaca del Corriere della sera, si occupò di molti misteri d’Italia, tra cui la scomparsa di Emanuela Orlandi (Collaborando anche alla serie Vatican Girl di Netflix), il caso di Aldo Moro, l’arresto di Totò Riina e fu in prima fila per documentare il terrorismo degli anni di piombo.
La sua carriera è legata in particolare alla strage di Ustica del 1980, dove morirono 81 persone. Purgatori si impegnò così tanto in quel caso, denunciando insabbiamenti e depistaggi, che riuscì a tenere aperta l’inchiesta.

Resti dell’aereo di Ustica nel museo omonimo
“Ha svelato le bugie e le omissioni di chi portava avanti la tesi di una bomba a bordo, rivelando come il disastro fosse stato causato dall’impatto con un missile. Per questo Purgatori-Ustica è diventato un vero sinonimo, un marchio professionale di straordinaria continuità, di desiderio di arrivare alla verità” ha dichiarato Paolo Conti, suo ex collega al Corriere.
Ha collaborato anche con Vanity Fair, l’Unità, Le Monde Diplomatique e Huffington Post, vincendo anche il premio Hemingway per il giornalismo. Lunga e piena anche la sua carriera televisiva, dove collaborò con la RAI in numerosi programmi d’inchiesta e approfondimento, tra cui Confini, Uno di notte, Spazio sette, Dossier, Focus, poi a La7 con il programma Atlantide, che vinse il Premio Flaiano nel 2019 come miglior programma di cultura.
Scrisse anche le sceneggiature di “Il giudice ragazzino”, dedicato all’omicidio di Rosario Livatino, e “Il muro di gomma” incentrato proprio sulla strage di Ustica (Nastro d’Argento per il migliore soggetto).
Nato a Roma nel 1953, giornalista professionista dal 1974, poi master in scienze del giornalismo alla Columbia University a New York nel 1980, Purgatori non limitava il suo lavoro all’Italia: tra l’altro è stato inviato in Iran, Iraq, Libano e nella guerra del Golfo.

Numerosi i messaggi, anche da parte della politica: “La scomparsa di Andrea Purgatori lascia un grande vuoto nel mondo dell’informazione e del giornalismo d’inchiesta. Le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi colleghi. Riposi in pace” ha dichiarato la Premier Giorgia Meloni dal suo profilo Twitter.
Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, lo ha ricordato come “Un professionista e un uomo che ha fatto della ricerca e del racconto della verità la sua cifra stilistica con pagine di giornalismo che rimarranno scolpite e uno sguardo acuto anche nel mondo della televisione e del cinema“. La Camera dei deputati lo ha ricordato con un minuto di silenzio.
