Corruzione, arrestati l’ex deputato di Forza Italia Paolo Arata ed il figlio Francesco

Corruzione, arrestati l’ex deputato di Forza Italia Paolo Arata ed il figlio Francesco

Sono accusati dalla procura di Palermo di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Sarebbero i soci occulti dell'imprenditore Vito Nicastri, re dell'eolico, vicino a Messina Denaro. A Roma prosegue l'altro filone dell'inchiesta che coinvolge l’ex sottosegretario leghista Armando Siri

Sono stati arrestati questa mattina Paolo Arata , ex consulente della Lega per l’energia ed ex deputato di FI, ed il figlio Francesco (la foto di Paolo Arata è ripresa da Il Sicilia). La misura cautelare è stata convalidata dal gip di Palermo Guglielmo Nicastro su richiesta della Dda guidata da Francesco Lo Voi. Su di loro pende l’accusa di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Per gli inquirenti sarebbero loro i soci occulti dell’imprenditore trapanese, “re” dell’eolico Vito Nicastri, vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro. Gli Arata sono indagati da mesi per un giro di mazzette alla Regione Sicilia, dagli 11 mila ai 115 mila euro l’una, che avrebbero dovuto favorire proprio Nicastri nell’ottenimento di autorizzazioni per i suoi affari nell’eolico e nel bio-metano. Oltre che nei confronti dei due Arata il giudice ha disposto l’arresto per Nicastri, la cui la misura è stata notificata in carcere in quanto già detenuto, e per il figlio Manlio, indagati pure loro per corruzione, auto riciclaggio e intestazione fittizia. Ai domiciliari è finito invece l’ex funzionario regionale dell’Assessorato all’Energia Alberto Tinnirello, accusato di corruzione. Sempre questa mattina è scattato il sequestro di otto società che operano nel campo delle energie rinnovabili. Soddisfatto il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra che su Twitter ha commentato così l’arresto di Paola Arata: “Arrestato Arata. Corruzione e mafia vanno combattute con durezza. Ora in Regione Sicilia chi aveva dato concessioni per i due parchi eolici in questione con grande leggerezza dovrà fornire risposte!”.

Intanto, alla procura di Roma, prosegue l’altro filone dell’inchiesta che vede indagati Arata e l’ex sottosegretario leghista Armando Siri per una mazzetta di 30 mila euro che sarebbe servita per presentare un emendamento al Def, poi mai approvato, sugli incentivi connessi al mini-eolico che avrebbe dovuto favorire gli affari di Nicastri. Di quella mazzetta Arata parlò al figlio Francesco e al figlio del “re” dell’eolico nel settembre scorso. Dopo la notizia dell’inchiesta, il premier Conte ha dimissionato Siri.

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