
Migranti: appello all’Onu di Giorgia Meloni
La Premier ha partecipato all’Assemblea delle nazioni unite di New York, portando l’attenzione all’emergenza migranti a Lampedusa: “Guerra globale ai trafficanti, Italia in prima linea“. Al prossimo G7 anche un piano di regolamentazione dell’Intelligenza artificiale, per evitare che crei caos nel mondo del lavoro.
In questi giorni la leader di Fratelli d’Italia ha partecipato all’assemblea Onu di New York dove, forte anche del recente accordo in 10 punti con Ursula von der Leyen, ha poi dialogato in privato con il suo omologo turco Recep Tayyp Erdogan.

I tre punti su cui preme Giorgia Meloni, sin dalla sua campagna elettorale dello scorso anno, sono la lotta agli scafisti, la stabilizzazione dei paesi d’origine dei migranti e il coinvolgimento delle Nazioni unite per fronteggiare l’emergenza a Lampedusa, dove negli ultimi mesi il numero di sbarchi ha battuto ogni precedente record.
“Davvero un’organizzazione come questa, che afferma nel suo atto fondativo la fede nella dignità e nel valore della persona umana, può voltarsi dall’altra parte di fronte a questo scempio?“, ha dichiarato la Premier italiana nel suo discorso all’Assemblea, per poi lanciare un appello alla stessa Onu per contrastare i “Trafficanti di esseri umani“.

Recep Tayyip Erdoğan
“Rifiutare ogni ipocrisia sul tema e dichiarare una guerra globale e senza sconti ai trafficanti di esseri umani. Per farlo dobbiamo lavorare insieme a ogni livello, e l’Italia intende essere in prima fila su questo fronte. Un certo approccio ipocrita in tema di immigrazione ha fatto arricchire a dismisura questa gente. Noi vogliamo combattere la mafia in tutte le sue forme, e combatteremo anche questa. Deve essere un obiettivo che ci unisce tutti” continua Meloni.
Per la Premier, che dopo l’assemblea non si è recata al tradizionale ricevimento dal presidente Joe Biden ma ha portato il suo staff a cena in un locale di Manhattan (Oltre a concentrarsi su una serie di incontri bilaterali per parlare di immigrazione), bisogna abbandonare l’approccio predatorio dell’Europa nei confronti dell’Africa e iniziare una collaborazione alla pari con i paesi di provenienza dei migranti, favorendo così quello sviluppo che eliminerebbe quel caos sociale ed economico dove si infiltrano i trafficanti di esseri umani.

Joe Biden
Al centro di questa strategia c’è il Piano Mattei, più volte sottolineato dalla Premier come un valido aiuto per fronteggiare l’emergenza: “Un’alternativa seria al fenomeno della migrazione di massa, un’alternativa fatta di lavoro, formazione, opportunità nelle nazioni di provenienza, e percorsi di migrazione legale e concordata e dunque anche integrabile. Saremo i primi a dare il buon esempio con il Piano Mattei per l’Africa, un piano di cooperazione allo sviluppo che prende il nome di Enrico Mattei, un grande italiano che sapeva conciliare l’interesse nazionale italiano con il diritto degli stati partner a conoscere una stagione di sviluppo e progresso“.

Questi trafficanti, ha continuato Meloni all’assemblea, “Illudono che affidandosi a loro chi vuole migrare troverà una vita migliore, si fanno pagare migliaia di dollari per viaggi verso l’Europa che vendono con le brochure come fossero normali agenzie di viaggio, ma su quelle brochure non scrivono che quei viaggi troppo spesso conducono alla morte, a una tomba sul fondo del mar Mediterraneo. Perché a loro non importa se la barca sia adatta o meno ad affrontare quel viaggio, l’importante per loro è solo il margine di guadagno“.
Un’altra sfida per Giorgia Meloni, che sarà anche tra i temi del prossimo G7, è quella dell’intelligenza artificiale, che negli ultimi tempi ha avuto uno sviluppo esponenziale e rischia di avere effetti gravi sul lavoro. Secondo la Premier l’IA non può diventare “Una zona franca” senza regolamentazioni, e bisogna “Dare un’etica agli algoritmi“.
