Governo: Meloni e il Piano Mattei “Noi pionieri con l’Ue e il G7”

Governo: Meloni e il Piano Mattei “Noi pionieri con l’Ue e il G7”

La leader di Fratelli d’Italia illustra i punti del “nuovo rapporto con l’Africa”. Progetti con nove stati. Domani sarà in Egitto con Ursula von der Leyen. Tajani: “Finalmente l’Europa si è svegliata e guarda con maggiore attenzione al continente africano”.

Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi, ha aperto la Cabina di regia del Piano Mattei, con più di 50 partecipanti. Entusiasta del progetto, ha dichiarato “Noi saremo pionieri” ma ammette anche che “Sarà difficile. C’è molto da lavorare, intanto abbiamo cominciato. Dobbiamo scrivere una nuova pagina nei rapporti con l’Africa, un obbiettivo ambizioso. Non possiamo farlo da soli, contiamo di coinvolgere l’Unione Europea e il G7”.

Ursula Von der Leyen

Domani la Premier sarà al Cairo insieme a Ursula von der Leyen per parlare dell’accordo tra Egitto e Unione europea, simile a quello firmato con la Tunisia.

Incontreranno il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il primo ministro belga Alexander De Croo, l’omologo greco Kyriakos Mitsotakis, quello cipriota Nikos Christodoulidis e il cancelliere austriaco Karl Nehammer.

Karl Nehammer

Così Antonio Tajani ha commentato l’incontro di domani: “Fanno benissimo ad andare. Finalmente l’Europa si è svegliata e guarda con maggiore attenzione al continente africano. È un’iniziativa essenziale per la sicurezza e la stabilità, oltre che una straordinaria opportunità economica“.

Lo stesso ministro conferma come dovrebbe esserci anche spazio per i casi di Zaki e Regeni: “Dobbiamo collaborare con i Paesi arabi moderati per trovare un accordo per Gaza. L’Egitto, con il Qatar, è fondamentale. E con il dialogo, dopo aver riportato a casa Patrick Zaki, cercheremo di sapere la verità su Regeni”.

Antonio Tajani

In generale, il piano coinvolge nove paesi: Egitto, Tunisia, Algeria, Mozambico, Kenia, Etiopia, Marocco, Costa d’Avorio e Congo. Parlandone, la leader di FdI ha sottolineato “Lavoriamo con un approccio diverso nei rapporti e nella cooperazione, che non è paternalistico o colonialista o caritatevole. L’Africa non è povera, detiene il 60 per cento delle terre arabili, il 60 per cento dei metalli, è in forte crescita demografica e ha quindi un enorme potenziale di capitale umano”.

Per confermare come la strada presa sia quella giusta, Meloni ha voluto i risultati del vertice Italia-Africa che si è svolto a Roma il 28 e 29 gennaio scorso: “Hanno partecipato i leader di 46 nazioni africane, i vertici delle massime istituzioni europee, internazionali, finanziarie, delle banche di sviluppo. È stato, e lo dico senza timore di smentita, un grande successo italiano, una iniziativa che non ha precedenti nella centralità dei rapporti tra l’Italia e il continente africano. E non lo dico perché ci si possa lodare dei nostri successi, ma per segnalare che quella partecipazione in quella conferenza era un’enorme apertura di credito nei confronti dell’Italia. Di fronte a questa apertura di credito ci sono solo due strade: o la confermi o deludi quell’aspettativa. Quell’apertura di credito per me significava che i tanti leader africani, che spesso non partecipano a queste iniziative, hanno intravisto nel nostro approccio delle innovazioni, un approccio nuovo che non è predatorio, paternalistico o caritatevole, un approccio che non ti guarda dall’alto verso il basso“,

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