Incidente Suviana: manca un solo disperso. Sale a sei il numero delle vittime

Incidente Suviana: manca un solo disperso. Sale a sei il numero delle vittime

Iniziato il quarto giorno di ricerche nell’edificio della centrale Enel. Manca un solo disperso. Il numero delle vittime è salito a sei. Lo strano rumore che si è sentito nella centrale poco prima dell’esplosione. Esclusa ipotesi autopsia sui corpi.

Dopo l’incidente di martedì scorso nella centrale Enel Green Power nel lago Suviana, a Bargi, è iniziato il quarto giorno di ricerche. I sommozzatori hanno recuperato i corpi di altre tre vittime: il 57enne Adriano Scandellari, il 59enne Paolo Casiraghi e il 37enne Alessandro D’Andrea.

Nel frattempo sono stati rintracciati tre dei dispersi. Manca solo il 68enne Vincenzo Garrillo. Ma ci sono poche speranze di ritrovarlo vivo. I soccorsi stanno lavorando principalmente nei piani -8, -9 e -10 dove, come spiega Giuseppe Petrone, responsabile dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco, “È un ambiente a visibilità praticamente nulla, si opera al tatto ed è un ambiente ovviamente che non si presta alle attività di ricerca”.

Dopo l’incidente, i sommozzatori sono potuti entrare nella centrale solo dopo che era stato stabilizzato il flusso dell’acqua. Ma Duilio Lenzini, luogotenente del centro carabinieri subacquei di Genova, spiega che c’è anche un altro ostacolo: “L’inquinamento dell’acqua. Principalmente la notte è stata dedicata alla bonifica da uno strato di acqua che invade i locali dove è avvenuto lo scoppio: in particolare sono stati rimossi quasi totalmente gli olii e gli idrocarburi presenti in superficie”.

Alcuni testimoni hanno poi dichiarato che, poco prima dell’incidente, nella centrale avevano sentito un rumore “Come di un motore che prende a girare a vuoto”. L’insistenza del segnale aveva convinto gli operai della centrale (delle aziende Enel Green Power, Siemens, Abb e Voith) a scappare. Ma alcuni di loro non avevano fatto in tempo a uscire dall’edificio.

Non c’è stata un’esplosione improvvisa dell’alternatore. Ma è stata preceduta da segnali anomali che hanno convinto gli operatori di trovarsi in una situazione di pericolo e a scappare. Durante questa fase sono stati investiti dall’esplosione” spiega Calogero Turturici, comandante dei Vigili del fuoco di Bologna “È probabile che tutti abbiano avuto la possibilità di muoversi in un tentativo di evacuazione. Alcuni ci sono riusciti altri, purtroppo, no”.

Intanto la Procura della Repubblica di Bologna ha aperto un fascicolo d’inchiesta, al momento contro ignoti, con le ipotesi di reato disastro e omicidio colposo. Il procuratore capo Giuseppe Amato e il sostituto Flavio Lazzarini hanno subito disposto le perizie necessarie a stabilire le cause dell’incidente. Per le indagini verranno ascoltati gli operai della centrale rimasti illesi e i feriti più lievi.

Ci sono accertamenti in corso sugli appalti e i subappalti, abbiamo dato una delega per questo. Non è che il subappalto di per sé stesso è un problema, è una figura giuridica prevista dal codice civile a cui tradizionalmente si ricorre per avere personalità specifiche. Non deve essere vista in ottica pregiudizialmente negativa, lo sguardo verso le competenze non deve essere ideologico. Qui noi valuteremo le condizioni delle ditte e se dal punto di vista normativo, di prevenzione e infortunistica è stato fatto tutto”, ha spiegato il procuratore nel corso di una conferenza stampa.

Sempre il procuratore ha ribadito l’inutilità di effettuare l’autopsia sui corpi delle vittime: “Ieri abbiamo conferito l’incarico di un accertamento sulle tre persone decedute, con una finalità duplice, la prima di evitare di fare autopsie inutili, con violenza inutile sul cadavere di questi poveri operai, dall’altro quello di liberare prima possibile le singole salme per consentire ai familiari di fare i funerali. Ieri lo abbiamo fatto con la visita esterna, surrogata anche da tac, che ci consente di risalire alle cause della morte in maniera certa, cause che sono già evidenti, perché al di là dell’essere uno morto per accertamento, esplosione o altro evento, chiaramente è riconducibile all’evento per cui si è verificato, quindi l’autopsia non aveva significato

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