Omicidio a Villa Pamphili: mistero sul vero nome della donna uccisa

Omicidio a Villa Pamphili: mistero sul vero nome della donna uccisa

Gli inquirenti cercano di risalire al vero nome della donna ritrovata morta insieme a una bambina a Villa Pamhili. Una traccia potrebbe venire da un matrimonio celebrato a Malta. La testimonianza che ha portato gli inquirenti all’arresto di Rexal Ford.

Continua il mistero sul vero nome della donna il cui corpo, insieme a quello di una bambina di sei mesi, è stato ritrovato la scorsa settimana a Villa Pamphili. Nel corso di un controllo delle Forze dell’ordine a campo de Fiori il 20 maggio scorso si era presentata come Stella Ford, moglie di Rexal Ford (poi arrestato per il duplice omicidio, come vedremo). Ma sia il nome, sia la cittadinanza americana della donna sono poi risultati falsi.

Per il duplice omicidio venne poi fermato Rexal Ford il 13 giugno dagli agenti del Servizio centrale operativo sull’isola di Skiàthos, in Grecia. A dare la traccia alla Procura e alla Polizia di Stato fu una segnalazione di un testimone che, in seguito alla diffusione delle immagini di Stella Ford che ne mostravano i tatuaggi sul corpo, l’ha riconosciuta per poi contattare la redazione di “Chi l’ha visto”. Il testimone raccontò poi di aver visto già la coppia litigare in modo talmente violento da richiedere l’intervento delle Forze dell’ordine.

La testimonianza, come ha dichiarato Francesco Lo Voi, capo procuratore della repubblica di Roma, “è stato uno spunto particolarmente utile per indirizzare le indagini. Siamo partiti senza avere alcun elemento in mano. Messo insieme tutti gli indizi possibili come l’ascolto dei testimoni, gli accertamenti scientifici, il controllo delle telecamere e di tutta la documentazione raccolta nei giorni precedenti, che potesse portare al riconoscimento di uno dei soggetti coinvolti nella vicenda“.

Una pista per identificare la donna potrebbe arrivare da un matrimonio celebrato a Malta, attraverso il quale si potrebbe risalire al suo vero nome.

Le autorità italiane formalizzeranno ora la richiesta di estradizione di Rexal Ford alla Grecia, dove l’uomo si trova in carcere. Ma non è escluso che gli USA, vista la cittadinanza americana di Ford, possano farne richiesta a loro volta. Va specificato che Rexal Ford, anche se così si chiama nel suo passaporto, potrebbe risultare nei registri anagrafici americani con un nome diverso.

Da parte sua, Ford aveva scelto questo nome notando un’omonimia con un regista cinematografico greco, e per questo si presentava come sceneggiatore, proponendo, con questo nome, anche un progetto di un film da girare a Firenze, sperando di ottenerne i finanziamenti.

Gli inquirenti non escludono che l’uomo, insieme alla sua (finora) presunta moglie e alla bambina possa aver girato per altre città italiane, pur non essendo i loro nomi registrati in nessun albergo. Il cellulare dell’uomo, che viveva come un vagabondo ma possedeva una carta di credito, sono ora al vaglio degli investigatori per tracciare i movimenti nei tempi antecedenti all duplice omicidio.

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