
Minacce alla figlia di Meloni: l’autore si scusa e incolpa l’IA
Stefano Addeo, identificato come autore del post dove augurava alla figlia di Giorgia Meloni lo stesso destino di Martina Carbonaro, si scusa per le sue dichiarazioni e prova ad accusare il sistema di Intelligenza artificiale. Aperti nei suoi confronti due filoni di indagini, una giudiziaria, l’altra amministrativa.
Stefano Addeo è il 65enne professore che di recente è stato identificato dalla Polizia postale come autore di un post minaccioso nei confronti della figlia di Giorgia Meloni, che richiamava il recente femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola, augurando alla bambina “la stessa sorte”.

Giorgia Meloni
Ora per il docente sono previsti dei provvedimenti (con un informativa alla Procura di Roma) e probabili guai giudiziari. Sono due le indagini aperte nei suoi confronti: una giudiziaria, l’altra amministrativa. Il team di magistrati della Procura di Roma, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, valuterà la competenza territoriale del provvedimento e la presenza di reati penali. Mentre l’inchiesta interna, con il ministro Giuseppe Valditara che annuncia provvedimenti disciplinari, valuterà le eventuali sanzioni.

Giuseppe Valditara
Addeo, che afferma di aver ricevuto numerose minacce e insulti (per i quali ha presentato denuncia alla Polizia postale) in seguito al suo post, afferma: “Cosa possono farmi? Possono ammonirmi, sospendermi, ma anche licenziarmi. Io però a scuola non ho mai fatto politica e ai miei ragazzi ho sempre detto di fuggire alla violenza, anche verbale“.
Da parte sua, Addeo si è affrettato a dichiarare “Sono distante dalle posizioni del Governo e della Premier Meloni, ma abbraccerei la donna e la mamma. Le direi che sono pentito, che commesso una leggerezza, una stupidaggine“.

Matteo Renzi
Per giustificarsi accusa il sistema di Intelligenza artificiale: “Non sarei mai riuscito a scrivere una cosa simile. Ho chiesto all’Intelligenza artificiale di scrivermi un messaggio contro Giorgia Meloni dopo aver ascoltato il Tg e le ultime notizie su Gaza. Pensavo a quei bambini, ho pubblicato il post e sono andato a dormire. Quando mi sono svegliato ho realizzato di aver pubblicato un obbrobrio e l’ho cancellato“.
Le reazioni sono state unanimi, anche bipartisan nell’ambiente della politica (Matteo Renzi chiede il licenziamento del professore), e la prima a reagire è stata proprio la diretta coinvolta, la leader di Fratelli d’Italia, che ha dichiarato: “Questo non è uno scontro politico, non è nemmeno rabbia, è qualcosa di più oscuro. Racconta di un clima malato, di odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore“.

Matteo Salvini
Non è un episodio isolato. Anche i figli di Tajani, Piantedosi e Matteo Salvini sono stati di recente presi di mira, con il vicepremier e ministro dei trasporti che ha reagito con “C’è un clima di odio intollerabile. Attaccate me, non mia figlia“.
