Latina: si suicida per episodi di bullismo a scuola. Proseguono le indagini

Latina: si suicida per episodi di bullismo a scuola. Proseguono le indagini

Un ragazzo di 14 anni si è suicidato poco prima dell’inizio della scuola. I familiari denunciano episodi di bullismo. Valditara telefona al padre del ragazzo e ordina ispezioni negli istituti scolastici.

Proseguono le indagini per la morte di Paolo Mendico, il 14enne di Latina che giovedì scorso si è suicidato impiccandosi nella sua stanza, poche ore prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Come informa il Procuratore di Cassino, Carlo Fucci, sono state sequestrate “apparecchiature utili” (cellulari e computer, sia del ragazzo che di alcuni suoi coetanei) e prosegue l’ascolto delle persone informate sui fatti. In una nota Fucci sottolinea che la Procura “Sta procedendo alle indagini necessarie per individuare le cause della dinamica del decesso ed eventuali profili di responsabilità penali“.

Aperto di conseguenza un fascicolo contro ignoti “per istigazione o aiuto al suicidio“, mentre i carabinieri indagano anche la pista del cyberbullismo legato a chat e social. Paolo mendico, infatti, era vittima di bullismo da anni, al punto che aveva dovuto cambiare istituto alle medie, per poi ritrovarsi vessato anche al liceo.

Parliamo di nomignoli come “Paoletta” o “Femminuccia“, che gli erano stati affibbiati dai compagni, oltre ad aggressioni nei bagni scolastici. “Quante volte l’ho visto piangere“, ha dichiarato la madre. Ieri, intanto, sono stati ascoltati i familiari di Paolo.

A confermarlo era stato il fratello, Ivan Roberto Mendico: “Verranno ascoltati mio padre e la mamma di Paolo, per capire più in dettaglio cosa stia succedendo, oltre alla sua tragica decisione e all’evento scatenante, legato a episodi di bullismo, rispetto ai quali non è mai partito l’iter per proteggerlo“.

La preside del Pacinotti di Fondi respinge qualsiasi coinvolgimento dell’istituto, negando che ci siano state segnalazioni di episodi di bullismo da parte dei genitori e segnalando che il personale è comunque sempre presente, vista anche la partecipazione di tre insegnanti di sostegno e la possibilità di accedere a incontri con gli psicologi. Paolo stesso frequentava uno sportello di ascolto psicologico, senza che però, sembra, emergessero criticità.

La risposta del fratello di Paolo: “Può essere che la preside non ne sappia nulla, perché quella dava andava Paolo era una sede distaccata. Ma ci sono decine di chat e infinite discussioni in gruppi scolastici che dimostrano tutto, oltre a quaderni con note messe e firmate da insegnanti rispetto a chiare vessazioni“.

Giuseppe Valditara

Ivan Roberto ha anche scritto lettere alla Premier Giorgia Meloni, a Giuseppe Valditara e persino a Papa Leone XIV, denunciando le persecuzioni subite dal fratello minore. Valditara ha subito risposto, dichiarando che “Il tema del bullismo mi rattrista parecchio, è un fenomeno in aumento in tutta Europa, legato all’abuso dei social. Dobbiamo verificare se la legge è stata rispettata“. Parla della legge 70/2024 sul bullismo, che impone ai dirigenti scolastici di convocare i genitori dei bulli, attivare percorsi educativi e, in caso di insuccesso, denunciare il fatto alle autorità.

Ma il ministro dell’istruzione non si è limitato a dichiarazioni. Ha telefonato al padre di Paolo, Giuseppe, per esprimergli solidarietà e ha subito ordinato delle ispezioni negli istituti frequentati dal ragazzo.

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