Flotilla: Meloni “Sofferenza palestinese forse non è loro priorità”

Flotilla: Meloni “Sofferenza palestinese forse non è loro priorità”

La Flotilla entra nella zona a rischio vicino alla costa di Gaza. Una nave israeliana parte per incrociarla e convincere gli attivisti a tornare indietro. Il ministro degli Esteri israeliano: “Non è tardi. Fermatevi e consegnate gli aiuti“,

La Global Sumud Flotilla è entrata nella zona a rischio, a un centinaio di miglia nautiche (circa 180 km) dalla costa di Gaza. Una nave della Marina militare israeliana è salpata dal posto di Ashdod e dovrebbe incrociare la Flotilla nel pomeriggio. I media di Tel Aviv sottolineano che la Marina userà prima gli altoparlanti per convincere gli attivisti a tornare indietro.

Già Gideon Sà’ar. ministro degli esteri israeliano, aveva avvisato gli attivisti: “Non è tardi. fermatevi e consegnate gli aiuti“. Nel corso della notte due navi della Flotilla, la Sirius e la Alma, erano state avvicinate da due motovedette della Marina di Tel Aviv, e in zona è stato avvistato anche un sommergibile.

Gideon Sa’ar

Maurizio Landini, segretario della Cgil, dichiara che: “Di fronte al blocco, all’arresto, al sequestro, siamo pronti alla proclamazione tempestiva dello sciopero generale“. Nel frattempo la Turchia ha portato via dalla Flotilla undici attivisti che avevano chiesto assistenza, tra cui tre Turchi.

A confermarlo è un comunicato ufficiale della Difesa di Ankara: “Nell’ambito delle operazioni di aiuto umanitario condotte da navi civili nel Mediterraneo orientale, undici persone, tra cui tre cittadini turchi, che avevano richiesto assistenza sono state evacuate a terra dalle nostre Forze navali“.

Maurizio Landini

Da parte del Governo italiano, a una domanda sulla Flotilla, mentre era a Copenaghen la Premier Giorgia Meloni ha risposto: “Penso che il rischio di una iniziativa che diceva di nascere per una questione umanitaria poi si è scoperto che non era per una questione umanitaria. Era per forzare il blocco navale, e già diventa un’altra cosa. Del resto se fosse stato per una ragione umanitaria si sarebbero accolte le numerose proposte che sono state fatte per consegnare quegli aiuti in sicurezza. Mi pare che il tema sia tutt’altro, ma assume dei contorni che sono incredibili nella fase di queste ore. Perché è una fase nella quale tutti quanti dovrebbero capire che esercitare le responsabilità, attendere mentre c’è un negoziato di pace è forse la cosa più utile che si può fare per alleviare le sofferenze del popolo palestinese, ma forse le sofferenze del popolo palestinese non erano le priorità“.

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