Paolo Adinolfi, 31 anni di mistero: riaperte le indagini sulla scomparsa del magistrato romano

Dopo oltre trent’anni dalla misteriosa scomparsa, gli inquirenti riaprono il caso del magistrato Paolo Adinolfi: gli scavi alla Casa del Jazz a Roma potrebbero finalmente far luce sul destino dell’unico giudice mai scomparso nella storia della Repubblica, mentre rimangono aperti i legami con la criminalità organizzata romana e le attività svolte alla sezione fallimentare del Tribunale

La scomparsa del magistrato Paolo Adinolfi resta uno dei misteri più oscuri della storia italiana.

Era il 2 luglio del 1994, uscì dalla sua abitazione di Via Farnesina a Roma per recarsi al Tribunale civile e ma non fece mai ritorno a casa.  Da quel momento, nessuna notizia.  Non è mai emerso ì nessun dettaglio. Non è stato mai trovato il suo corpo.

Sebbene sia stato considerato plausibile un collegamento con la Banda della Magliana, risalente all’attività nella sezione fallimentare di Adinolfi, la vicenda è rimasta  sospesa nel tempo. Nel 2021 il Tribunale di Roma ha dichiarato la sua morte presunta.

 Oggi torna  alla ribalta, grazie alla riapertura delle indagini e a nuove attività di scavo nella Capitale. 

Adinolfi, magistrato di formazione cattolica, aveva superato da giovanissimo il concorso in magistratura. Dopo una prima esperienza a Milano, era poi rientrato a Roma, dove aveva svolto una lunga attività presso il Tribunale Civile, prima nella sezione fallimentare e successivamente nella seconda civile. Al momento della scomparsa aveva da poco assunto il ruolo di consigliere alla Corte d’Appello.

La mattina del 2 luglio 1994, intorno alle 9, il magistrato si trovava nella biblioteca del Tribunale Civile in viale Giulio Cesare, un luogo che conosceva bene e dove aveva lavorato per anni. Da quel momento si perdono completamente le sue tracce. La sua automobile venne ritrovata poche ore dopo nella zona del Villaggio Olimpico.

In questi giorni, gli inquirenti hanno infatti disposto nuove ricerche e stanno effettuando scavi nel terreno su cui sorge la Casa del Jazz, all’inizio di via Cristoforo Colombo: un luogo simbolo della cultura romana, sorto su un bene confiscato alla Banda della Magliana. È proprio in quell’area, secondo nuove ipotesi investigative, che potrebbe trovarsi il corpo del magistrato.

La pista che riconduce alla criminalità organizzata romana e alla possibilità che il giudice sia stato eliminato e sepolto in quel terreno negli anni Novanta non è nuova, ma oggi gli elementi a disposizione sembrano sufficienti per un nuovo approfondimento.

Paolo Adinolfi resta, ancora oggi, l’unico magistrato scomparso nella storia della Repubblica.

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