Hamas, nove arresti in Italia
Tra gli indagati anche Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia. L’inchiesta della Dda di Genova ricostruisce una rete di finanziamenti mascherati da iniziative umanitarie
Nove persone sono state arrestate con l’accusa di aver finanziato l’organizzazione terroristica Hamas per oltre 7 milioni di euro attraverso una rete di associazioni formalmente impegnate in attività benefiche. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova ed eseguita da Polizia di Stato e Guardia di Finanza, ha portato all’esecuzione di sette arresti su nove: due indagati si trovano all’estero, uno in Turchia e uno nella Striscia di Gaza.
Tra di loro, c’è anche Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia, indicato dagli inquirenti come “vertice della cellula italiana di Hamas” e membro del comparto estero dell’organizzazione. Secondo la procura, Hannoun avrebbe destinato oltre il 71% dei fondi raccolti per presunti scopi umanitari al finanziamento diretto o indiretto di Hamas e di enti a essa collegati.
Le indagini, avviate dall’analisi di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette e sviluppate grazie a scambi informativi con altri uffici investigativi, hanno ricostruito flussi di denaro trasferiti mediante triangolazioni bancarie e associazioni con sede in Italia e all’estero, in particolare verso Gaza e i Territori palestinesi. Durante le perquisizioni in diverse città italiane, tra cui Genova, Milano, Roma e Firenze, sono stati sequestrati oltre 200mila euro in contanti.
La giudice per le indagini preliminari ha evidenziato, a carico di Hannoun, un concreto pericolo di fuga e di reiterazione del reato, sottolineando come l’attività di raccolta fondi sarebbe proseguita nonostante l’inserimento in liste antiterrorismo e la consapevolezza di essere indagati.
Immediata la reazione della Premier, Giorgia Meloni che ha espresso “apprezzamento e soddisfazione” per l’esito dell’inchiesta, ringraziando magistratura e forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato invece, di un’azione che “squarcia il velo” su attività che, dietro iniziative apparentemente solidali, avrebbero sostenuto il terrorismo. Anche il ministro israeliano della Diaspora, Amichai Chikli, ha definito gli arresti “un passo importante nella lotta contro Hamas”.
La difesa di Hannoun contesta l’impianto accusatorio, sostenendo che l’inchiesta si fondi su interpretazioni delle autorità israeliane sui movimenti di denaro destinati a Gaza. L’indagine, intanto, prosegue e punta a chiarire l’estensione internazionale della rete di finanziamento.
