Omicidio Alessandro Ambrosio, arrestato il presunto killer

Omicidio Alessandro Ambrosio, arrestato il presunto killer

Fermato Marin Jelenic, 36enne croato senza fissa dimora, arrestato a Desenzano del Garda dopo 27 ore di fuga. L’uomo, noto come “l’uomo delle stazioni” per la sua presenza abituale negli scali del Nord Italia, è accusato di omicidio volontario aggravato: avrebbe colpito Alessandro Ambrosio alle spalle, senza lasciargli possibilità di difesa.

AlwssDopo quasi 30 ore di caccia all’uomo, le forze dell’ordine hanno arrestato Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato senza fissa dimora, ritenuto presunto responsabile dell’omicidio del giovane capotreno Alessandro Ambrosio, avvenuto la sera del 5 gennaio a Bologna. L’uomo è stato rintracciato a Desenzano del Garda.

Jelenic, noto come “l’uomo delle stazioni” per la sua presenza abituale negli scali ferroviari del Nord Italia, è accusato di omicidio volontario aggravato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe colpito Ambrosio alle spalle, cogliendolo di sorpresa e senza lasciargli possibilità di difesa. Tra le aggravanti contestate figurano l’aver agito per motivi abietti e l’aver commesso il fatto in ambito ferroviario.

Centinaia di lavoratori delle ferrovie, molti in divisa, si sono riuniti questa mattina in presidio per ricordare Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni accoltellato il 5 gennaio nel parcheggio dello scalo ferroviario.

Corone di fiori, fotografie, biglietti e lacrime in piazza Medaglie d’Oro, dove colleghi, familiari e cittadini hanno voluto rendere omaggio a una vita spezzata “per niente”. In segno di lutto e protesta, i sindacati hanno proclamato uno sciopero regionale di otto ore, dalle 9 alle 17, che coinvolge l’intera Emilia-Romagna, con pesanti disagi per i viaggiatori: nessun treno regionale è garantito.

La mobilitazione, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Af, punta a riaccendere con forza il tema della sicurezza sul lavoro e nelle stazioni, dopo un omicidio che ha scosso profondamente il mondo ferroviario.

“Le aggressioni verbali e fisiche sono quotidiane – denunciano i sindacati – servono interventi immediati e strutturali, perché questo è un problema di pubblica sicurezza”.

Al presidio erano presenti anche le istituzioni: il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il presidente della Regione Michele de Pascale, l’assessora ai Trasporti Irene Priolo e numerosi rappresentanti politici locali e nazionali. Nel pomeriggio è in corso un incontro in Prefettura con sindacati, Regione, Rfi, Fs Security e Polizia Ferroviaria per affrontare le criticità emerse dopo il delitto

Straziante il dolore del padre Luigi Ambrosio, ex ferroviere in pensione da pochi giorni: “Voglio sapere perché è stato ammazzato. Mio figlio aveva una vita piena, tante passioni, un futuro davanti”.

 

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