Spagna, incidente ferroviario: le parole del macchinista prima dello schianto

Spagna, incidente ferroviario: le parole del macchinista prima dello schianto

Audio dalla scatola nera, binari deteriorati e scontro politico in Spagna: cresce la pressione sul governo Sánchez e sulla gestione della sicurezza ferroviaria

La Spagna è travolta da una durissima polemica sulla sicurezza della rete ferroviaria dopo tre gravi incidenti avvenuti nell’arco di appena tre giorni, che hanno provocato finora 43 vittime accertate. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto il deragliamento del treno ad alta velocità Iryo ad Adamuz, in Andalusia, che da solo ha causato 42 morti.

I media spagnoli hanno diffuso l’audio di due conversazioni telefoniche registrate nella scatola nera del treno. Nella prima chiamata, il macchinista segnala al centro di controllo Adif di Madrid di aver avuto “un intoppo”; nella seconda avverte con urgenza che “il treno è deragliato e sta invadendo il binario adiacente”, chiedendo l’immediata interruzione del traffico. La risposta del controllore — “Non c’è nessun treno in arrivo” — appare oggi drammatica alla luce dei fatti, poiché dimostra che inizialmente non era stato percepito l’impatto con un treno Alvia.

Le prime indagini tecniche sembrano rafforzare l’ipotesi di un cedimento dell’infrastruttura ferroviaria. Sul treno Iryo, proveniente da Malaga, sono state individuate abrasioni sulle ruote dei primi cinque vagoni transitati prima del deragliamento, alcune di dimensioni molto ridotte, compatibili con un deterioramento dei binari al chilometro 318 della linea Madrid–Siviglia. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha confermato la presenza di segni analoghi anche su “due o tre treni transitati prima dell’incidente”, escludendo così, almeno in prima battuta, un difetto del convoglio e puntando il dito contro lo stato della rete.

Il clima si è ulteriormente inasprito dopo il secondo incidente mortale, avvenuto martedì sera a Gelida, in Catalogna, con un bilancio di un morto e 37 feriti, cinque dei quali gravi. In questo caso, la Generalitat ha attribuito il deragliamento a una frana causata dai forti temporali che hanno colpito la regione nei giorni precedenti.

La reazione dei lavoratori non si è fatta attendere: i macchinisti spagnoli hanno proclamato uno sciopero generale dopo la morte di due colleghi in 48 ore. Il sindacato Semaf chiede “garanzie di sicurezza e affidabilità della rete” e definisce “inaccettabile” il deterioramento del sistema ferroviario.

Sul fronte operativo, Adif ha revocato nelle prime ore di mercoledì il limite temporaneo di 160 km/h imposto sulla linea ad alta velocità Madrid–Barcellona, ma resta in vigore un limite di 230 km/h in quattro punti critici, che saranno oggetto di ulteriori ispezioni di manutenzione.

Intanto la tragedia ha riacceso lo scontro politico. La breve tregua seguita all’incidente di Adamuz sembra ormai finita. Nel Partito Popolare cresce la pressione sul leader dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo, affinché attacchi apertamente il governo socialista. Finora, il suo commento si è limitato a un laconico “Questo è troppo”, pubblicato sui social dopo l’incidente in Catalogna.

Ancora più duro si preannuncia l’intervento di Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox, che nei giorni scorsi ha accusato il premier Pedro Sánchez di guidare un “governo mafioso”. I media conservatori sottolineano inoltre che gli incidenti ferroviari sarebbero più che raddoppiati dal 2018, anno dell’insediamento di Sánchez, e accusano l’esecutivo di non aver attuato una direttiva europea sulla sicurezza delle infrastrutture ferroviarie entro i tempi previsti, nonostante un ultimatum di Bruxelles risalente allo scorso luglio.

Con le indagini ancora in corso, la Spagna si interroga ora non solo sulle cause tecniche dei deragliamenti, ma anche sulle responsabilità politiche e sulla reale tenuta di un sistema ferroviario che, fino a pochi giorni fa, era considerato tra i più avanzati d’Europa.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)