Legge elettorale: oggi il passaggio finale al Senato

Legge elettorale: oggi il passaggio finale al Senato

Oggi il passaggio finale della nuova legge elettorale al Senato, che poi tornerà alla Camera. Include anche le agevolazioni per gli elettori fuori sede. Le critiche dell’opposizione.

Attesa oggi, a partire dalle 10, l’approvazione finale da parte del Senato della nuova legge elettorale, che poi tornerà alla Camera per la terza lettura. La Camera ha già organizzato l’arrivo in Aula per il prossimo 28 settembre. A presiedere è Ignazio La Russa, mentre in rappresentanza del governo ci sono i ministri Roberto Calderoli, per gli Affari regionali e autonomie, e Luca Ciriani per i Rapporti con il Parlamento.

Ignazio La Russa

Il nuovo sistema di voto si basa sul proporzionale puro, ma include un premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge il 42% dei consensi in entrambe le camere, con 70 deputati e 35 senatori, ma un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori. Al momento della presentazione del simbolo del partito e del programma, bisognerà presentare il candidato per la nomina alla Presidenza del Consiglio.

All’ordine del giorno anche l’articolo 8 della riforma della legge elettorale, che prevede la possibilità per gli elettori fuori sede di votare nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure mediche) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell’apposito Albo.

Senato

Come sottolinea Ivan Scalfarotto: “È di fondamentale importanza garantire il voto ai fuori sede, perché l’affluenza scende continuamente, ed è paradossale che ci siano persone che vorrebbero votare ma che non sono messe in condizione”.

Pronte le critiche. Il leader di Azione Carlo Calenda: “Noi voteremo contro questa legge elettorale e le ragioni di fondo non hanno a che fare con la soglia del premio che pure credo vi si ritorcerà contro o con l’indicazione del presidente del consiglio, ma ha che fare con una ragione più di fondo: questa legge mira a perpetuare uno scontro continuo e costante che in questo Paese va avanti da 30 anni e che sarebbe il tempo di chiudere mandando in soffitta questo bipolarismo”.

Ivan Scalfarotto

Matteo Renzi: “Voi decidete di cambiare la legge elettorale nel settembre 2026 per avere più stabilità nei governi e nello stesso mese ci fate una capa tanto per festeggiare il governo più longevo della storia italiana. Allora delle due l’una: o la stabilità nasce dalla legge elettorale o quella che c’è va benissimo. Quella che voi cambiate è l’unica che ha consentito la stabilità. Voi non la cambiate per la stabilità ma perché siete convinti che al prossimo giro rischiate seriamente di perdere. Voi l’altra volta non avete vinto per il Rosatellum ma perché la sinistra non si è unita“.

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